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Dal 21 al 26 novembre, in programma alcune iniziative organizzate negli ospedali di Città di Castello e di Branca, aderenti al network Bollini Rosa di Fondazione Onda
ospedale-CittàdiCastello

In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, l’Usl Umbria 1 ha aderito alla seconda edizione dell’H-Open Week, in programma dal 21 al 26 novembre con l’obiettivo di supportare coloro che sono vittime di violenza e incoraggiarle a rompere il silenzio, fornendo strumenti concreti e indirizzi a cui rivolgersi per chiedere aiuto. All’iniziativa, promossa da Fondazione Onda (Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere), partecipano oltre 170 ospedali del network Bollini Rosatra cui quelli di Città di Castello (che ha tre bollini) e di Gubbio-Gualdo Tadino (due) – e centri antiviolenza aderenti all’iniziativa offriranno gratuitamente alla popolazione femminile consulenze, visite, colloqui, info point e materiale informativo.

In questi giorni sarà esposta presso la hall dell’ospedale tifernate una mostra fotografica con immagini e foto contro la violenza sulle donne. Contemporaneamente sarà proiettato un video sugli schermi del servizio di Senologia, nel pannello del Pronto Soccorso e nell’atrio del nosocomio, dove durante tutto l’anno vengono esposti i numeri di riferimento in tema di prevenzione e gestione della violenza. Hanno collaborato alla realizzazione dei materiali prodotti l’associazione i Fiori di Lillà di Città di Castello e Donne Insieme dalla tua parte di Umbertide.

Invece, al piano terra dell’ospedale di Gubbio-Gualdo Tadino sarà posizionata una panca rossa con esposto un pannello raffigurante la lotta delle donne iraniane contro il velo, treccia e velo come simbolo della loro lotta. Al primo, invece, sarà installata una poltrona con scarpe rosse e un pannello d’arte Klimt. Inoltre, per tutta la settimana le ostetriche indosseranno una maglietta realizzata già dallo scorso anno in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

Negli ultimi 4 anni si sono recate ai pronto soccorso degli ospedali dell’Usl Umbria 1 (Assisi, Castiglione del Lago, Città di Castello, Media Valle del Tevere, Umbertide e Branca) con accesso con “codice rosa” o con “priorità ingresso = sospetta violenza” ben 277 donne (98 nel 2019, 40 nel 2020, 69 nel 2021 e 70 nel 2022), con un’età media di circa 40 anni. 

“I numeri purtroppo non sono quelli reali perché in tante non denunciano il loro aggressore”, commenta Gioia Calagreti, dirigente medico del presidio ospedaliero di Città di Castello, del servizio rischio clinico aziendale dell’Usl Umbria 1 e dal 2021 responsabile scientifico del “Progetto Ipazia – Strategie di prevenzione contro la violenza sulle donne e sui minori attraverso la formazione di operatori ed operatrici di area sanitaria e socio-sanitaria con particolare riguardo agli effetti del covid-19”, a cui partecipano 6 regioni italiane. La dottoressa Calagreti in questi mesi sta coordinando lo sviluppo del progetto (promosso dall’Istituto Superiore della Sanità, dal Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie e dal Ministero della Salute sulla violenza contro le donne e i minori) all’interno della Azienda sanitaria umbra collaborando con 20 professionisti interni all’Usl Umbria 1, oltre che con il gruppo di lavoro nazionale, e promuovendo iniziative come quelle in programma in questi giorni nei punti nascita dei presidi di Città di Castello e Branca. Ipazia è stato un progetto voluto fortemente in quanto il 2020 e il 2021 sono stati caratterizzati da un costante aumento della violenza contro le donne. La pandemia e il conseguente lockdown e la convivenza stretta e forzata dentro le mura di casa, ha aumentato il tasso di abusi, maltrattamenti e stupri. 

La seconda edizione dell’H-Open Week si inserisce all’interno della campagna di comunicazione e sensibilizzazione “La violenza ha molti volti: nessuna maschera per combatterla”, ideata da Fondazione Onda con la filosofa Nicla Vassallo nel corso del 2021 al fine di incoraggiare una presa in carico concreta di questo dramma da parte di Istituzioni, donne, uomini, media e società civile, nonché fornire alle donne degli strumenti concreti in loro aiuto. La campagna comprende testimonianze di accademiche, scienziate, sportive, fisici, psicologi e rappresentanti di Fondazioni e associazioni impegnate concretamente nella lotta alla violenza contro le donne. L’iniziativa prosegue nel 2022, forte anche della Medaglia della Presidenza della Repubblica ottenuta anche quest’anno. L’iniziativa è realizzata con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Consiglio Nazionale delle Ricerche, di DonnexStrada, Fondazione Libellula, e Rifiorire Insieme E.T.S. e con il contributo incondizionato di Aurobindo Pharma Italia, Boheringer Ingelheim Italia, Havas Life Italy e Korian.

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