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Il presidente della Camera di Commercio punta su cinque priorità per dare una svolta alla digitalizzazione delle imprese
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La transizione digitale delle imprese umbre sta procedendo bene (come, d’altronde, anche quella ecologica) e i risultati di tanti sforzi e di tante sollecitazioni in questa direzione oggi emergono dai dati. Ma la Camera di Commercio dell’Umbria, che sulla questione ha visto sempre lungo, tanto che nel 2013 fu tra le cinque Camere ad aderire subito – allora come Ente camerale di Perugia – al progetto di Unioncamere Google, rilancia e indica cinque fronti su cui è fortemente impegnata per dare una svolta alla digitalizzazione delle imprese. Avvertendo però che, su uno dei cinque fronti, quello del cassetto digitale (grazie al quale i titolari e legali rappresentanti delle aziende possono accedere, scaricare e condividere – anche in mobilità e senza alcun costo – i documenti ufficiali della propria impresa, presenti nel Registro delle imprese), il sistema “funzionerà a pieno solo quando i dati e i documenti ai quali l’impresa può accedere, non siano solo quelli camerali, ma anche quelli che riguardano le Regioni, le Province e i Comuni”. 

Il Presidente Giorgio Mencaroni fa il punto sulla grande sfida della transizione digitale delle aziende, via obbligata – insieme alla transizione ecologica – per la competitività e lo sviluppo del sistema economico. Mencaroni fornisce dati confortanti per quanto concerne l’Umbria: “La transizione digitale nella nostra regione sta andando avanti e marchiamo alcuni punti di eccellenza rispetto alle regioni vicine. Basti pensare che ad, esempio, per quanto riguarda le imprese attive nella vendita on-line l’Istat certifica che la percentuale dell’Umbria, dove il 18,7% delle aziende utilizza questo canale di vendita, è superiore ai dati di Marche (16%) e Toscana (14,4%) ed Emilia-Romagna (18%)”.

L’Umbria, peraltro, sempre secondo i dati Istat, non sfigura affatto sugli altri parametri legati alla digitalizzazione, sia se si guarda alla dotazione di base (imprese collegate a internet, servizio di banda larga e così via), sia se si prende in considerazione l’effettivo approccio alla digitalizzazione delle realtà economiche. E segnali incoraggianti (ancora inferiori ai dati medi nazionali, ma comunque in forte recupero) arrivano anche sul fronte della transizione ecologica: Il Rapporto GreenItaly Fondazione Symbola-Unioncamere rileva che le imprese umbre che hanno investito in tecnologie e prodotti green nel periodo 2017-2021 sono state 7mila 721, con la provincia di Perugia più lanciata in tecnologie e prodotti green rispetto a quella di Terni: nel Perugino si tratta di 5mila 640 aziende il, nel Ternano di 1.631. Gli occupati che svolgono una professione di green job in Umbria sono 48mila 300.

“Il sistema camerale – prosegue Mencaroni nel video ‘Il Punto del Presidente’ – ha sempre lavorato perché le piccole medie imprese, e più in generale tutte le imprese, aumentino la conoscenza del digitale e debbo dire che la Camera di Commercio dell’Umbria è stata da questo punto di vista pionieristica, perché quando partì il progetto con Unioncamere e Google aderirono solo cinque Camere a livello nazionale e tra queste c’era quella di Perugia. Il progetto Google prevedeva che gli esperti nel digitale potessero operare dall’interno della Camera sei mesi l’anno e questi ragazzi hanno fatto un lavoro eccezionale. Elaborammo e realizzammo progetti per migliorare l’informatizzazione soprattutto in tre settori: il turismo, l’artigianato e l’artigianato artistico, la produzione di olio di oliva. Furono progetti di enorme successo”.

Il lavoro della Camera comunque è continuato in modo sistematico e quindi “il progetto Google è ancora in essere, ma oggi naturalmente si lavora sui temi del web marketing, della Cybersecurity, del Project Management alla sostenibilità. Evidenzio che la Cybersecurity è un tema centrale e ricordo che la Camera di Commercio dell’Umbria fa il primo screening ad ogni impresa in maniera gratuita per verificare se i suoi sistemi sono sufficientemente sicuri e, se non lo sono abbastanza, consiglia cosa fare.  Abbiamo esempi di aziende della regione che sono state hackerate e sottoposte a ricatto per poter riavere dati. Tutto ciò viene portato avanti dal PID, Punto Impresa Digitale dell’Ente camerale”.

“I settori d’intervento sui quali si sviluppa la nostra attività sono, prevalentemente, il potenziamento delle competenze del capitale umano delle piccole medie imprese, sia sul digitale che sul green; la creazione e sviluppo di ecosistemi digitali e green volti a favorire il collegamento tra domanda e offerta di tecnologie e ricerca tecnologica; il potenziamento degli strumenti di assessment come fattori abilitanti della doppia transizione; l’accompagnamento delle imprese in materia digitale e green e counseling per l’accesso ai finanziamenti pubblici”.

“Accanto a ciò – prosegue il Presidente – c’è l’azione di forte diffusione e informazione presso le imprese per l’utilizzo del cassetto digitale dell’imprenditore, strumento gratuito che consente con un semplice click a tutti gli i titolari e legali rappresentanti delle aziende (che abbiano aderito a impresa.italia.it, il servizio della Camera di Commercio realizzato da InfoCamere) di accedere, scaricare e condividere (anche in mobilità) i documenti ufficiali della propria impresa. Finora sono stati ben 22mila 954 gli imprenditori umbri che hanno aderito a impresa.italia.it: atto costitutivo, statuto, bilanci, planimetrie degli immobili aziendali, visure, asseverazioni e tanti altri ancora. È evidente che il cassetto digitale funziona, ma per esprimere tutte le sue potenzialità è fondamentale che i dati e i documenti che si possono scaricare non siano solo quelli della Camera di Commercio, ma anche quelli che riguardano Regione, Province e Comuni. Il progetto ‘cassetto digitale’, pertanto, potrà essere completato solo quando tutti i vari soggetti istituzionali si saranno completamente informatizzati per quello che riguarda le informazioni delle imprese”.

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