L’associazione si prende cura di molti animali in particolare di 34 colonie feline riconosciute dalla Usl
atta - da sinistra_Chantal Lenoble_Lucia Mencaroni_Alina Grib

A Todi opera da dieci anni Atta – associazione tuderte tutela animali – per la diffusione della cultura del rispetto degli animali d’affezione e per il soccorso di casi di abbandono o maltrattamento.

Dal 2013 l’associazione ha ottenuto dall’Usl il riconoscimento di 34 colonie feline di cui 13 gestite ogni giorno da Chantal Lenoble, volontaria dell’organizzazione. Si tratta di oltre 110 gatti dislocati in varie zone del tuderte cui si aggiungono 42 gatti salvati dalla strada e accuditi all’interno della sua proprietà.

“La situazione dell’abbandono di cuccioli è fuori controllo”, denunciano Chantal Lenoble e Lucia Mencaroni, altra volontaria di Atta. “Al momento stiamo cercando adozione per 12 cuccioli di gatto”.

Le volontarie, allo stremo delle forze, chiedono con forza alle Istituzioni un locale per gli stalli di animali abbandonati in cerca di adozione e la creazione di un gattile comunale. Sollecitano inoltre il Comune affinchè si doti di un regolamento per la tutela degli animali (documento presente in molte città italiane).

“Sarebbe necessaria – continuano – una campagna di sensibilizzazione alla pratica della sterilizzazione dell’animale da compagnia”. Sono ancora tante le persone che decidono di non sterilizzare il proprio animale preferendo a questa pratica, l’uccisione della cucciolata tramite soffocamento o abbandono. Comportamenti puniti dalla Legge secondo gli articoli 544 e 727 del codice penale.

Dalla relazione di Atta inviata al comune di Todi nel mese di luglio si legge di “situazioni di grande degrado dovute all’indifferenza e all’avversione alla sterilizzazione. Nella zona di porta Fratta e in via delle Caselle, vivono moltissimi gatti liberi o di proprietà che ogni anno partoriscono un numero incontrollabile di gatti che spesso muoiono di stenti o investiti dalle auto. Siamo riusciti ad intervenire in alcuni casi ma non sempre troviamo la collaborazione degli abitanti della zona. Tutto questo porta un’esasperazione nei residenti che nel 2021 si è concretizzata nella tortura e uccisione di tre piccoli gatti che all’epoca abbiamo denunciato attraverso una lettera al Comune e all’Usl”.

“Sono in aumento i casi di maltrattamento di animali – spiega Lucia Mencaroni – le persone che assistono o sono a conoscenza di maltrattamenti non denunciano, ma chiedono a noi volontarie di intervenire. La violenza è trasversale. Si può manifestare in famiglie abbienti o meno abbienti. Non si tratta di una questione economica ma culturale”.

Alla denuncia di maltrattamento fa seguito l’intervento del veterinario della Usl che verifica la situazione e in caso di necessità provvede a sequestrare l’animale. Atta si fa carico della cura dell’animale e della ricerca di una nuova famiglia adottiva. Ci sono poi i casi di animali di persone anziane decedute i cui familiari non si assumono l’onere di accudirli. Anche in questo caso l’animale è preso in carico dall’associazione. Al momento Atta è formata da cinque volontarie e tre veterinari. Un numero esiguo rispetto al carico di lavoro. L’appello lanciato dalle volontarie è di dare una mano, mettendo a disposizione il proprio tempo e uno spazio per gli stalli o sostenendo l’associazione con una donazione. Tramite la pagina facebook ATTA Associazione Tuderte Tutela Animali è possibile contattare le referenti dell’organizzazione.

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