“Sono soddisfatto che finalmente, dopo due tentativi andati a vuoto, il Consiglio regionale dell’Umbria abbia approvato all’unanimità la mia mozione sulla riattivazione del tribunale di Orvieto e delle sezioni distaccate di Assisi, Città di Castello, Foligno, Gubbio e Todi”.
È quanto dichiara il consigliere regionale della Lega Valerio Mancini, firmatario dell’atto discusso nell’Aula di Palazzo Cesaroni questa mattina.
“I sindaci – sottolinea Mancini – hanno coinvolto in questa battaglia di civiltà giuridica noi consiglieri regionali e i rappresentanti del Governo. Pertanto portare la loro voce in Aula era doveroso, anche per rispetto dei tanti cittadini, delle imprese e degli avvocati che stanno subendo gravi disagi a causa della chiusura delle sedi distaccate del Tribunale di Perugia. Avere una giustizia di prossimità è fondamentale sia per ridurre i costi a carico dei cittadini, ma anche per una loro maggiore sicurezza. Sono certo che ora la Giunta regionale si attiverà in tutte le sedi opportune affinché il tribunale di Orvieto venga riattivato così come le sedi distaccate del tribunale di Perugia chiuse in seguito alla fallimentare riforma del 2012 operata dal Governo Monti. Dato che si tratta di un tema di rilievo nazionale, che è sul tavolo del Governo, auspico – conclude – che, unitamente agli sforzi della politica, anche gli ordini delle professioni legali facciano la loro parte a sostegno di questa battaglia fondamentale per i cittadini”.
La mozione era stata illustrata nella seduta precedente e non votata per mancanza del numero legale. In quel caso Mancini, illustrando l’atto in Aula, aveva spiegato che “la mozione arriva dopo la richiesta di aiuto da parte dei sindaci che hanno coinvolto in questa battaglia di civiltà giuridica i consiglieri regionali e i rappresentanti del Governo. La soppressione degli uffici giudiziari di prossimità ha fortemente penalizzato cittadini e imprese, sempre più in difficoltà per l’accesso ai servizi della giustizia, sia per questioni prettamente geografiche, sia in termini di produttività. La situazione che si è venuta a creare non ha avuto risvolti negativi soltanto in termini di costi e disuguaglianza di accesso al servizio, ma ha costituito anche un grave vulnus per la tranquillità e la serenità della vita quotidiana dei cittadini, dal momento che la prossimità degli uffici giudiziari è uno dei cardini per la sicurezza dei cittadini. A distanza di oltre dieci anni, appare chiaro che l’estensione geografica, le caratteristiche geomorfologiche di alcuni territori e l’oggettiva difficoltà di raggiungere gli uffici giudiziari da parte dell’utenza di riferimento costituiscono giuste ragioni per una revisione del sistema organizzativo delineato nel decreto legislativo”.













