La Seconda commissione regionale, presieduta da Valerio Mancini, con il voto favorevole dei commissari di maggioranza (Mancini, Castellari, Pastorelli, Puletti e Rondini – Lega) ed il voto contrario di Bianconi-Misto, Bettarelli-Pd e De Luca-M5S, ha approvato il Nuovo Piano regionale di gestione integrata dei rifiuti.
“Dopo nove anni – ha detto soddisfatto il presidente Mancini concludendo i lavori – viene finalmente approvato in Commissione un piano che prevede la chiusura del ciclo dei rifiuti: dalla raccolta alla termovalorizzazione. Tra gli obiettivi, ovviamente anche quello di abbassare le tariffe per imprese e famiglie”.
Dopo la riunione precedente, dove erano stati già approvati alcuni emendamenti della Giunta e due dei venti presentati dal consigliere Thomas De Luca (M5S), nella riunione del 18 ottobre scorso, a cui ha preso parte il direttore regionale Stefano Nodessi, è stato approvato un ulteriore emendamento della Giunta che riscrive, sostanzialmente i capitoli concernenti l’allineamento delle gestioni ed il servizio di trattamento e smaltimento. Viene in sostanza reso compatibile ed omogeneo in tutti i territori l’avvio delle disposizioni previste nel nuovo Piano Regionale Gestione Rifiuti con le scadenze scaglionate negli anni degli attuali contratti di servizio. Viene per questo ricordato che il contratto dell’Ati 1 scadrà nel 2037, Ati 2 nel 2024, quello dell’Ati 3 nel 2027 ed Ati 4 nel 2029.
Viene anche evidenziato che solamente in esito all’aggiudicazione della gara per la realizzazione del termovalorizzatore regionale, sarà possibile conoscere con esattezza la localizzazione di questo impianto e di conseguenza quantificare con esattezza i costi di trasporto da porre a base di gara. Con questo emendamento viene di fatto fissata una tabella temporale di adempimenti che l’Auri dovrà porre in essere affinché si giunga al 31 dicembre 2027 con il termovalorizzatore ultimato e la gara per l’affidamento dei servizi di superficie, trattamento e smaltimento in corso.
In questo modo – è stato specificato dal direttore Nodessi – si potrà passare alla fase di regime del Piano a partire da gennaio 2028, quindi centrare l’obiettivo del conferimento rifiuti in discarica inferiore al 10 per cento e conseguentemente avere sufficiente spazio residuo nelle 3 discariche regionali tale da scongiurarne l’ampliamento. L’altro emendamento ha tenuto conto di una precedente proposta emendativa di iniziativa di De Luca (riciclo dei materiali assorbenti) che fa riferimento al progetto finanziato dal Pnrr per il recupero dei pannolini, che l’attuale gestore dell’Ati 2 sta realizzando presso il sito di Ponte Rio di Perugia.
Degli altri due emendamenti presentati dai consiglieri Michele Bettarelli (Pd), Vincenzo Bianconi (Misto) e Thomas De Luca (M5S) è stato approvato il primo con voto unanime della Commissione: prevede che la Regione e l’Auri promuovono l’adozione di sistemi di tariffazione puntuale anche con meccanismi incentivanti. Si tratta – come ha spiegato Bettarelli – di “rafforzare l’indicazione di incentivare l’introduzione delle forme di tariffazione puntuale da parte dei Comuni. Responsabilizzando ulteriormente il cittadino contribuente – ha spiegato il primo firmatario – e legando la tariffazione alla quantità di Rur (Rifiuto urbano residuo) prodotto e conferito, si produce un incremento sensibile della parte di rifiuto differenziato, aumentando la qualità della differenziazione”.
Respinto invece il secondo emendamento che prevedeva di tenere strettamente conto dell’indicazione espressa nella delibera del Cal e che cioè sia la Regione e non l’Auri a stabilire il posizionamento dell’impianto di termovalorizzazione. Ma anche che la proprietà dell’impianto stesso stia in capo alla Regione.
“La chiusura del ciclo di rifiuti – ha detto il presidente Mancini – permetterà la sostenibilità delle discariche ad oggi esistenti in un’ottica pluriennale per garantire la sostenibilità del sistema rifiuti. Sono state accolte le principali istanze che ho provveduto a consegnare all’assessore Morroni, derivanti dalle numerose audizioni. In primo luogo l’unificazione del servizio di spazzamento e raccolta con quello dell’impiantistica, l’allineamento delle gare definito in maniera puntuale e le stesse gare che si svolgeranno dopo la collocazione del termovalorizzatore. In ultimo la possibilità, proposta dalla Giunta, di prevedere in futurola suddivisione del territorio anche in un massimo di due ambiti e non più un solo ambito come previsto nel testo originario”.
Per Thomas De Luca (M5S), “la questione economica all’interno del Piano è imbarazzante. La sostenibilità economica la sosterranno i cittadini e le imprese. Il costo del conferimento all’inceneritore sarà superiore di quello in discarica. C’è una forte pressione dei grandi elettori di questa maggioranza di centrodestra per indirizzare il Piano rifiuti verso la costruzione di un impianto di termovalorizzazione. Il Piano ci riporta indietro di venti anni con la prospettiva di dare la mazzata finale all’economia regionale”.
Per Vincenzo Bianconi (Misto), “era auspicabile un maggiore sforzo volto a diminuire la produzione di rifiuti non più utilizzabili. Il Piano influenzerà lo sviluppo dell’Umbria e le scelte di investimento delle imprese. Per esaltare e sottolineare ancor più lo slogan ‘Umbria cuore verde d’Italia’ avremmo avuto bisogno di un Piano senza un inceneritore”.
Secondo Michele Bettarelli (Pd) “rimane dirimente la questione relativa al procedimento per la collocazione del termovalorizzatore, con la Regione che scarica la scelta su Auri e quindi sugli amministratori locali. Mi riservo di ripresentare nuovamente in Aula un emendamento che possa riconsiderare quanto proposto dalla delibera del Cal proprio rispetto alla responsabilità di tale scelta”.








