Sarà inaugurata domani, sabato 25 novembre, alle ore 10.00, presso la sala Moretti del Museo regionale della Ceramica di Deruta, la mostra “Umberto Nicolini: intrecci di vita, majolica e territorio”, nell’ambito del progetto “Deruta: I 12 Maestri”, realizzato dal Comune di Deruta. La mostra è curata dalle figlie, Maria Assunta e Maria Rita Nicolini e si inserisce nelle celebrazioni per Santa Caterina d’Alessandria e San Simplicio.
“È un grande onore – dice il sindaco di Deruta, Michele Toniaccini – ospitare questa mostra che rende omaggio a un grande maestro, Umberto Nicolini” e ringrazia “la famiglia Nicolini per il contributo che ha apportato a questo evento”.
Il sindaco evidenzia come l’iniziativa di “Deruta: I 12 Maestri” sia volta a “ricordare grandi artisti scomparsi nell’arco dell’ultimo decennio e a ringraziarli per il lustro che hanno apportato alla nostra città, per aver saputo portare avanti tradizioni e innovazione, creatività e ingegno. Per essere stati anche un esempio lodevole per le nuove generazioni”.
La mostra è allestita con una trentina di opere: “Abbiamo cercato di sottolineare la bravura, il talento di un artigiano ceramista – affermano Maria Assunta e Maria Rita Nicolini – e la sua sensibilità estetica, molto raffinata. Abilità che aveva conseguito diventando artigiano ceramista dopo decenni di pratica. Nel suo percorso professionale, grand erilevanza hanno avuto i suoi due fratelli: lo storico medievalista, Padre Ugolino Nicolini che gli ha fornito tutti i dettagli storici sulle maioliche che creava; e Padre Evangelista Nicolini, un musicista, fondatore del coro di Assisi che gli ha dato la sensibilità estetica e religiosa.
Il papà – proseguono le figlie di Nicolini – si è formato attraverso loro due. Grande rilevanza ha avuto anche il territorio derutese, in particolare Sant’Angelo di Celle dove era nato e a cui sono ispirate parte delle sue opere. Un uomo semplice, ma che cercava sempre di migliorarsi, tanto che nell’ultimo percorso della sua vita da artigiano ceramista è stato dedicato all’arte sacra. Ha realizzato grandi pannelli con immagini religiose, alcuni dei quali visibili nella chiesta parrocchiale di Sant’Angelo di Celle, un lavoro importante è stata la riproduzione della Madonna del Fanciullo, un affresco di Caporali del 1500 circa, posto in un’edicola votiva a Sant’Angelo di Celle. Le sue opere sono apprezzate anche nel resto d’Italia e all’estero”.
All’inaugurazione prenderanno parte il professor Francesco Federico Mancini, il professor Attilio Bartoli Langeli e Maria Assunta Nicolini.











