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Dal bilancio del Comune di Marsciano, risulterebbe che al 31 dicembre 2022, ammontano a 1.146.720,47 euro i fondi erogati, ma non impegnati né spesi
Disabilità

Fondi Regionali non spesi, servizi non erogati, questa sembra essere la caratteristica della Zona Sociale 4, almeno dal 2017 (primo bilancio consultato e disponibile on line). Da anni una parte sostanziosa dei fondi erogati della Regione Umbria non vengono distribuiti o utilizzati dai Comuni della MVT, in primis Marsciano e Todi. A quanto ammonti esattamente il “tesoretto”, dove sono finiti questi soldi, è difficile capirlo.

Ci sono solo due dati certi, ossia che la Regione Umbria e gli altri Enti coinvolti hanno erogato i fondi e che il Comune di Marsciano, in qualità di capofila della Zona Sociale 4, ha in pancia, ossia in bilancio, al 31 dicembre 2022 (il consuntivo 2023 non è stato ancora approvato), esattamente 1.146.720,47 euro di fondi erogati, ma non impegnati né spesi (tecnicamente residui attivi) che, stando ai bilanci del Comune di Marsciano, si sono accumulati nel corso degli anni, almeno dal 2017 (primo bilancio consultato e disponibile on line) quando erano circa 200.000 euro, idem nel 2018, poi diminuiti nel 2019 e quindi cresciuti nel 2020 (circa 80.000,00 euro), con una impennata nel 2021 (circa 650.000,00 euro) e quasi raddoppiati nel 2022 (appunto  1.146.720,47 euro) con una situazione così composta:

Fondo politiche per la famiglia  97.803,99 € 
Contributo regionale progetti fondo sociale L.328/2000364.277,21 € 
Fondo progetti D Lgs 286/199850.585,68 € 
Fondo Gioco d’azzardo30.250,00 € 
Fondo Nazionale Politiche sociale PIPPI31.250,00 € 
Fondo PON inclusione attiva11.619,26 € 
Fondo disabilità vita indipendente471,16 € 
Contributo regionale ufficio della cittadinanza179.163,37 € 
Fondo programmazione piano sociale di zona33,46 € 
Fondo sociale europeo1.400,00 € 
Servizi socio sanitari/educativi PRINA379.866,34 € 
Totale 2022                           1.146.720,47 €

Situazione gravissima, considerato che questi fondi sono il pilastro sui cui si basano i servizi sociali, ossia tutti i servizi destinati alle fasce più deboli.
Ciò si è inevitabilmente tradotto, nel corso degli anni, in minori servizi erogati, minori fondi per sostegno al reddito, alle famiglie, agli anziani, ai portatori di handicap o, quanto meno, la necessità per i Comuni di distrarre risorse proprie da altri fini. Banalmente: meno soldi, meno assistenti sociali, meno contributi, meno servizi.

Il disabile ha bisogno di un servizio di accompagnamento o di assistenza domiciliare? Mancano i fondi.
Ci sarebbe da fare una integrazione per un portatore di handicap, un anziano non autosufficiente che non ha risorse proprie, finanziare progetti riabilitativi? Mancano i fondi.
Ebbene tutto questo non è vero: i fondi ci sono ma non sono spesi; questa è l’amara verità.

Di chi è la colpa? In primis del Comune capofila, ossia Marsciano, in concorso con chi dovrebbe gestire e programmare i servizi, controllare l’erogazione dei fondi; quindi, tutti quelli che periodicamente hanno partecipato alle Conferenze di servizio della Zona Sociale 4 (in teoria i Sindaci, ma ordinariamente non hanno tempo, quindi delegano ad altri), dei Responsabili dei Servizi.

Quanto al Comune di Todi, considerato che dopo Marsciano è il Comune che avrebbe diritto al maggior contributo (che è calcolato sulla popolazione), getta sconcerto la circostanza che nessuno, nel corso degli anni, sia stato capace di gestire una situazione del genere, tanto da arrivare ad un ammanco complessivo, si ripete, di 1 milione e centomila euro circa al 31/12/2022.

Viene da pensare che, se i Revisori dei conti del Comune di Todi, nel 2021, non avessero sollevato il problema, ancora brancoleremmo nel buio.

È gravissimo che l’Ufficio Servizi Sociali non si sia accorto che nel corso degli anni non riceveva contributi o servizi, tanto da essere richiamato dai Revisori dei conti; è gravissimo che il Sindaco e l’Assessore Marta, ambedue in carica dal 2017, non si siano resi conto della situazione; è ancora più grave che dal 2021 ad oggi non solo non sia successo nulla, ma addirittura la situazione si è aggravata.

Quanto sopra salvo, sembrerebbe, il recupero di 300 mila euro relativi all’Ufficio di Cittadinanza; per quanto riguarda il resto, lettere, contro lettere, ma a distanza di tre anni nessun risultato.
Sullo sfondo gli Uffici della Regione che non potevano non sapere (dove sono controlli e rendiconti? O forse è tutto normale?). A pensar male si potrebbe dire che “tra cani non ci si morde”.

Quanto a Todi, invero, la situazione sorprende sino ad un certo punto poiché, al netto della buona volontà degli operatori, pare che la priorità dei Servizi Sociali sia un’altra, ossia quella di fare da “stampella” dell’Ufficio cultura e spettacoli vari (stesso Assessore), ossia da riserva di denaro da utilizzare, quanto meno inopportunamente, per organizzare feste e balli.

Basta pensare, salvo altro, ai 30 mila euro spesi nel 2022 per installare un campo da calcetto a beneficio dell’associazione “culturale” che doveva organizzare il torneo dei rioni; gli 8 mila e passa euro dati ad altra associazione a dicembre 2023 per organizzare il veglione dell’ultimo dell’anno, altri soldi, sempre a dicembre 2023, per concerti di pianoforte.
Evidentemente a Todi il concetto di servizi sociali è molto ampio (innovativo?), oppure siano di fronte ad una possibile distrazione di fondi?

In tal caso ci dovrebbe pensare almeno la magistratura contabile. Quanto a noi, stavolta non ci accontenteremo del solito resoconto burocratico dello scambio delle carte; stavolta esigiamo provvedimenti: chi avesse sbagliato od omesso o colpevolmente inerte, dovrebbe pagare, perché questa volta lo sbaglio lo avrebbe fatto sulla pelle dei più bisognosi e questo è intollerabile.

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