Sta entrando a regime, entro il 31 dicembre 2024, la polizza assicurativa contro danni causati a terreni e fabbricati, impianti e macchinari, nonché attrezzature industriali e commerciali da eventi quali i sismi, le alluvioni, le frane, le inondazioni e le esondazioni.
La norma rappresenterà un colpo mortale per imprese e territori. Facile immaginare gli elevati costi in modo particolare in tutti quei territori classificati a rischio. Chi investirà più un centesimo la dove purtroppo terremoti, inondazioni, rischio frane ed alluvioni sono considerati ad alta probabilità?
Come è possibile passare da un sistema solidaristico come l’attuale ad una vera e propria privatizzazione del rischio insopportabile per gran parte delle imprese?
E sia chiaro che il non adempimento a tale obbligo assicurativo verrà considerato nell’assegnazione di contributi, sovvenzioni o agevolazioni di carattere finanziario a valere su risorse pubbliche.
Una Assicurazione quindi ultra obbligatoria, che prevede anche in caso di accertamento di violazione, una sanzione amministrativa pecuniaria da 100.000 a 500.000 euro.
Assisteremo quindi ad una desertificazione economica di aree a rischio (praticamente molta parte del territorio nazionale) e a chiusure da parte di chi non potrà sopportare gli alti costi assicurativi.
La risposta ai disastri a cui assistiamo non può essere “Assicuratevi e che dio ve la mandi buona”, ma la programmazione di interventi costanti di messa in sicurezza del territorio e di azione di pianificazione urbanistica troppo spesso assente in moltissime regioni.”









