È stato inaugurato sabato 23 maggio, il Parco Sculture Todini, presso la tenuta della Cantina Todini, alla presenza della padrona di casa Luisa Todini, del ministro della Cultura Alessandro Giuli, del professor Davide Rondoni, del sindaco di Todi Antonino Ruggiano, del vice sindaco di Todi Claudio Ranchicchio, del vice presidente della Regione Tommaso Bori, degli artisti e del curatore Massimo Mattioli. Presenti anche i critici e storici d’arte Claudio Strinati e Costantino D’Orazio.
Todi si arricchisce così di un altro luogo dove l’arte moderna convive, in questo caso, con una storica realtà imprenditoriale come le aziende della famiglia Todini.
Il progetto è stato realizzato grazie anche al sostegno di Fondazione Perugia e Acciaierie ArvediAST di Terni, oltre al patrocinio del Comune di Todi e del Comitato Nazionale per l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi.
Mattioli per avviare il Parco ha coinvolto due artisti che hanno realizzato installazioni “site-specific” destinate a inaugurare un percorso permanente, pensato per crescere nel tempo.
L’opera di Matteo Attruia “VITE” da una parte celebra la pianta della vite che è appunto la vita stessa della tenuta e dell’ecosistema umano e naturale. La scritta si trova in mezzo al vigneto, ma anche all’inizio del percorso che conduce al parco zoologico del Leo Park inserito nella tenuta.
L’altra opera è quella dell’artista tuderte Silvia Ranchicchio, una grande forma fluida in acciaio lucido lunga circa tre metri che, ha sottolineato Mattioli, “formalmente riprende l’andamento delle colline umbre e diventa una sorta di panchina che invita l’osservatore a sedersi e a entrare in dialogo con il panorama. C’è la volontà di dare continuità a questo percorso e di far crescere progressivamente il parco”. Il progetto dovrebbe prevedere sei opere.















