La Zona sociale n. 4 dell’Umbria ha avviato la fase operativa del progetto, con 12 beneficiari individuati attraverso l’avviso pubblicato nei mesi scorsi
Piazza Mazzini

Il progetto di cohousing per persone con disabilità della Zona sociale n. 4 dell’Umbria, di cui il Comune di Marsciano è capofila, sta diventando una realtà concreta e strutturata. Grazie al lavoro congiunto dell’Ufficio di Zona, dell’Ufficio Lavori pubblici, delle assistenti sociali dei Comuni della Zona sociale  e del personale della USL Umbria 1, i 12 beneficiari individuati attraverso l’avviso pubblicato nei mesi scorsi, hanno avviato un percorso personalizzato verso una maggiore autonomia abitativa, lavorativa e relazionale.

L’obiettivo iniziale è stato pienamente raggiunto. Lo scorso 8 maggio sono partiti i corsi di alfabetizzazione informatica presso il Centro CNOS-FAP di Marsciano. Le lezioni, organizzate in piccoli gruppi nelle giornate di venerdì e sabato, sono pensate per potenziare le competenze digitali dei partecipanti e favorirne l’inserimento nel mercato del lavoro.

A un mese di distanza, l’8 giugno, sono stati attivati i tirocini formativi all’interno delle aziende e delle attività dei Comuni della Zona. Un risultato che nasce dall’ascolto delle aspettative dei beneficiari e da una collaborazione reale con le risorse produttive del territorio.

Parallelamente, si sta definendo la dimensione domestica del progetto: attraverso incontri mirati tra operatori, beneficiari e famiglie, si sta strutturando l’avvio della coabitazione negli appartamenti situati in piazza Mazzini, a Marsciano. Un passaggio fondamentale per trasformare il cohousing in un’esperienza di vita quotidiana, condivisa e sostenibile.

Come spiega l’assessora alle politiche sociali del Comune di Marsciano, Simona Montagnoli, “c’è grande soddisfazione e orgoglio per i risultati che stiamo ottenendo in questo progetto innovativo, in cui come Amministrazione abbiamo creduto fin dall’inizio. Il cohousing non è un’isola, ma un ponte verso l’inclusione, uno strumento che ci permette di combattere l’isolamento sociale, la vera malattia del nostro secolo. È un’impresa collettiva che mette al centro la persona con disabilità e la sua famiglia, offrendo uno spazio autentico di riflessione e cambiamento. Continueremo a investire con convinzione su questa strada, rendendo il progetto sostenibile nel tempo grazie alla rete del nostro welfare comunitario e al lavoro di squadra che coinvolge i Comuni della Zona sociale n. 4, istituzioni, operatori e famiglie”.

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