Un silenzio così, prima del fischio d’inizio, inno di Mameli a parte, non si sentiva da anni. C’era il respiro di mille generazioni stipato su quelle tribune. La nona edizione del Torneo dei Rioni di Todi non è stata una finale, è stata una prima teatrale. Un uragano chiamato Torresquadrata si è abbattuto, trasformando la contesa con il Piandiporto in una sfilata trionfale, con un implacabile 6-0.
A piantare il primo vessillo è stato Gennarucci, che ha squarciato le prime paure. Ma la notte apparteneva ai poeti e, Pippo Storti, con l’andatura fiera di chi non deve chiedere il permesso a nessuna carta d’identità, ha danzato tra le linee nemiche: una doppietta da antologia, la corona di miglior non tesserato e quel sorriso di chi sa di aver domato il tempo. E poi lui, Andrea De Santis, classe 2007. Un bambino con gli occhi freddi di un veterano e i piedi fatati di un artista. Quando ha accarezzato il pallone per la terza volta, gonfiando la rete e calando un tris d’autore che è sembrato un bacio al cielo, lo stadio intero ha capito che la coppa stava prendendo la via tiberina che conduce a Torresquadrata. Nemmeno il destino ha voluto opporsi, soprattutto dopo che il cartellino rosso sventolato in faccia ad Augusto Pini ha lasciato il Piandiporto orfano di speranza, benché nulla possa scalfire la purezza di questo trionfo.
Nella prima gara il rione Ilci aveva conquistato il terzo gradino del tempio superando il Ponterio per 5-2, ma è a notte fonda che il torneo ha mostrato la sua anima più nobile. Nelle mani del Piandiporto ferito è andato l’abbraccio più grande, il secondo posto stretto nel ricordo immortale di Lucio Pazzaglia, mentre la marea del rione Piazza cantava ancora, fiera del premio come miglior tifoseria. Giacinto Cicioni del Ponterio guardava le sue mani elette come le migliori tra i pali, e Daniele Storti stringeva il premio Over 40. Ma i re, portano la maglia del Torresquadrata.












