La proprietà dell’azienda ha presentato alla stampa e all’amministrazione comunale un nuovo modello di fare impresa, in cui l’aspetto ambientale e paesaggistico si integrano con l’attività produttiva
Parco Colleoni-amministrazione

La Fornace Toppetti, ora T2D, con sede a Pontenaia di Todi si estende in un’area produttiva di circa 40 ettari e rappresenta, come gruppo complessivo, il più grande produttore nazionale di laterizi, oltre che essere una delle attività industriali più antiche e longeve di Todi, fondata dalla famiglia Toppetti e rilevata poi dalla famiglia Colleoni di Verona. A guidare oggi la T2D è l’amministratore delegato Alberto Colleoni che nella giornata di ieri, giovedì 2 luglio, ha organizzato un incontro con la stampa e con l’amministrazione comunale di Todi, per illustrare il Parco Rigenerativo della cava di argilla da cui viene estratta la materia prima per la produzione dei laterizi.

All’incontro hanno partecipato, oltre appunto all’AD Colleoni, il sindaco di Todi Antonino Ruggiano, il vicesindaco Claudio Ranchicchio, l’assessore ai lavori pubblici Moreno Primieri ed alcuni giornalisti in rappresentanza di giornali e televisioni.

“Il Parco Rigenerativo – ha detto Alberto Colleoni – è nato con lo scopo di far coesistere ed integrare nel modo più naturale possibile l’attività di produzione dei laterizi, con il mantenimento di un equilibrio ambientale sostenibile, grazie all’attività di pascolo di bovini ed ovini, la presenza di arnie di api ed un impianto fotovoltaico a servizio dell’impianto produttivo, in una nuova ottica di fare impresa, restituendo valore al territorio e alla comunità circostante”.

Il sindaco Ruggiano, nel suo intervento, ha espresso il suo apprezzamento per la sensibilità ambientale della proprietà e si è detto orgoglioso di rappresentare la città di Todi dove è insediata un’attività produttiva così importante e storica per il territorio del tuderte, che fornisce lavoro ad oltre cento famiglie.

All’interno del parco, realizzato nella zona della cava, ci sono oltre 25 capi di bestiame, tra bovini ed ovini al pascolo libero, 30 arnie attive ed un impianto fotovoltaico capace di produrre circa 3,6 milioni di kWh di energia all’anno, che nel 2025 ha coperto circa il 21% del fabbisogno energetico complessivo. Questi sono i numeri del più grande parco realizzato in Italia all’interno di una cava d’argilla attiva per la produzione di laterizi.

Un progetto unico di rigenerazione di un’area industriale, in grado di tenere insieme attività estrattiva, manifattura e sostenibilità ambientale. Il parco è aperto anche alle scolaresche, con un percorso didattico che si sviluppa lungo circa un chilometro e mezzo, con oltre 250 studenti che hanno già visitato l’interessante progetto, con la piantumazione (nella zona del parco fotovoltaico) di alberi di alloro, uno per classe ed identificato da una targhetta con nome e anno scolastico. 

Gli studenti hanno così la possibilità di vedere sul campo cosa significhi una rinaturalizzazione attiva, con il pascolo inserito nelle aree di cava, animali liberi di muoversi in sicurezza anche in prossimità dei fronti di scavo e un’apicoltura diffusa a supporto della biodiversità.

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