Ci sono uomini che non sfidano il tempo, lo battono sul ritmo. Un’andatura lenta, costante, ipnotica. Quella di Angelo Castellani, idraulico nella vita, ora in pensione, classe 1942, romano de Roma, arrivato a Todi da ragazzo, uno che l’acqua ce l’ha nel DNA da quando imparò a nuotare sfidando le correnti del Tevere. Per amore del nuoto ha fatto la sua prima, grandiosa impresa: dire addio a 60 sigarette al giorno. Ha spento il fumo e ha acceso un motore umano capace di macinare chilometri senza conoscere fatica.
Per oltre trent’anni, il suo nome è stato sinonimo di podio alla “Nutata Longa” di Fano. Nella categoria amatori la coppa era già sua prima di partire, una certezza scolpita nella salsedine. Ma il nuoto, per Angelo, non è mai stato solo una bacheca di trofei; è stato un vizio bellissimo, una fame d’acqua che lo portava a girare le piscine dell’Umbria – da Terni a Montefalco – anche solo per il gusto di nuotare un’ora dopo cena, lasciandosi alle spalle i pensieri della giornata.
Da giovane era l’incubo dei bagnini e della Guardia Costiera, che lo rincorrevano mentre puntava l’orizzonte in campeggio, forte delle sue pinne e di un coraggio antico, lo stesso che lo spinse ad attraversare il lago di Corbara. Un grande tuffatore, un esteta del “volo d’angelo”.
Poi, la vita ha colpito duro con la perdita più dolorosa, quella della moglie. Ma il destino, a volte, sa dove piazzare un salvagente. L’apertura della piscina a due passi da casa, è stata la sua rinascita. Oggi Angelo è l’anima di quel posto, circondato da un affetto immenso. Ogni giorno, fedele alla sua missione, si regala 35-40 vasche da 50 metri. Tre minuti a vasca, un passo eterno. Angelo Castellani non nuota per arrivare primo: nuota per respirare, per vivere, per essere libero. E il viaggio continua.









