Intervista a Silvano Spada sul perchè di una scelta "insolita" ma che vuole essere anche un gesto di attenzione verso la comunità internazionale; danza, illusione e coreografie aeree trasformano i versi della Divina Commedia in immagini di rara bellezza
todi festival manifesto

Lo spettacolo inaugurale della 40esima edizione del Todi Festival (27 agosto – 6 settembre) sarà, potremmo dire insolitamente, dedicato alla danza, a fronte di una matrice da sempre più legata alla prosa. Stiamo parlando di Dante’s Helle, uno spettacolo di Emiliano Pellisari portato in scena dalla compagnia di danza acrobatica “No Gravity Theatre”.

Una scelta della quale abbiamo chiesto conto al direttore artistico Silvano Spada.
“La prosa è e resta la protagonista del festival e, come detto da sempre, si tratta di una precisa scelta culturale ma anche di un indirizzo preciso voluto per escludere qualsiasi tipo di sovrapposizione con le altre due grandi  manifestazioni umbre, Umbria Jazz, dove protagonista assoluta è la musica, e Spoleto che primeggia con danza e opera lirica. Nel 2026 la scelta inaugurale della danza acrobatica, diversa dalla danza tout court, oltre ad essere un omaggio ad un tipo di arte particolarissima ed originale, vuole anche sottolineare l’attenzione e simpatia del festival e della città verso il pubblico internazionale, composto da residenti e turisti, che affollano Todi e l’Umbria, con uno spettacolo senza confini di comprensione linguistica che, è di tutta evidenza, non è applicabile al teatro di parola”.

Due parole sullo spettacolo e sulla compagnia?
“Si tratta di una straordinaria esperienza visiva nella quale danza, illusione e coreografie aeree trasformano i versi della Divina Commedia in immagini di sorprendente bellezza. Un teatro che sfida la gravità, sospende il tempo e invita lo spettatore a guardare oltre il possibile. Un appuntamento da vivere, con lo sguardo rivolto verso l’alto. Sulla compagnia cosa dire? E’ un vanto italiano che ha già riscosso successo in tutto il mondo e che, in Italia, dopo Todi, figura nei cartelloni dei principali teatri della penisola”.

Quando arriverà la compagnia a Todi per le prove al Comunale?
“Ovviamente le prove per lo spettacolo inaugurale del festival sono in corso da tempo; la Compagnia arriverà a Todi dopo ferragosto per contribuire ad accendere, come è da sempre, con le mie direzioni, il clima festivaliero ben prima che si alzi il sipario”.

Per una prima così importante non era forse il caso di prevedere una replica nei giorni a seguire come avveniva nei suoi festival del passato?
“Non soltanto per questo spettacolo, ma per tutti gli spettacoli sarebbe bello e giusto prevedere repliche, come del resto è sempre stato fin dall’inizio con produzioni in scena per almeno tre giorni. Al momento del mio ritorno alla direzione artistica ho trovato però ormai acquisita da anni la consuetudine di una sola messa in scena. Credo cheè  come se il pubblico avesse “perso la vena”, quando, cioè, una sorgente viene spostata e la falda prosciugata. Ed io non me la sono sentita di fare il rabdomante”.

Qualche informazione in più…
“Dante’s Hell” (noto anche come Inferno) è lo straordinario spettacolo della compagnia italiana di arti performative NoGravity Theatre, ideato e diretto dal coreografo e regista Emiliano Pellisari. La produzione traduce i gironi e i personaggi della Divina Commedia di Dante Alighieri in un’esperienza visiva unica, dove gli interpreti sembrano fluttuare e volare sul palco sfidando totalmente la forza di gravità. [

Il Concetto e la Tecnica: La filosofia alla base dello spettacolo è che le anime non pesano: i personaggi di Dante non sono corpi, ma visioni, desideri e memorie.
Illusionismo coreografico: Pellisari fonde danza acrobatica, arte circense e mimo.
Tecniche storiche: L’illusione del volo non usa computer o proiezioni virtuali, ma si affida a complessi macchinari fisici ed effetti ottici che riprendono i segreti del teatro barocco.
Luce caravaggesca: I danzatori-acrobati emergono improvvisamente da un buio assoluto attraverso tagli di luce diagonali, creando l’illusione di quadri viventi.
Estetica surreale: Le composizioni umane richiamano le architetture impossibili di Escher, il surrealismo di Magritte e la crudeltà dei dipinti di Bosch.

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