Si è tenuta a Collazzone la rievocazione della trebbiatura, un antico rito contadino che una volta scandiva l’anno agricolo: ad organizzarla, in una calda domenica d’agosto, Giuseppe Belardi Dottorini, che in realtà svolge tutt’altra professione, il dirigente di banca; quella per l’agricoltura e per la storia, però, sono due grandi passioni di Giuseppe che, messe insieme, lo hanno spinto a manutenere e conservare una trebbiatrice risalente ai primi anni Sessanta donatagli dal signor Livio Zamporlini nel 2001, che la utilizzava nelle campagne tuderti per la trebbiatura del mais.
Ed è proprio con questo macchinario che Giuseppe, aiutato da alcuni amici e compaesani, ha dato dimostrazione a molti curiosi e avventori della Strada dei Boschetti di come si faceva la trebbiatura una volta, tra la nostalgia e i ricordi che sono riaffiorati nelle menti dei più anziani, memori delle fatiche del tempo passato a lavorare nei campi, e lo stupore e la curiosità dei più piccoli, che hanno osservato increduli la separazione del chicco di mais dal torsolo. Il tutto scandito dal suono della sirena, che una volta veniva adoperata al raggiungimento dei cento quintali di prodotto, una soglia allora tutt’altro che scontata.
A portare i saluti del comune di Collazzone la Sindaca Laura Antonelli. È stato esposto anche un vecchio Landini 25, risalente agli anni Cinquanta, di proprietà del signor Aldo Baffo.
Dulcis in fundo, il lauto rinfresco che la famiglia di Giuseppe, composta dalla moglie Antonella e dalle figlie Chiara ed Elisa, ha offerto a tutti i partecipanti, che hanno sfruttato l’occasione per stare insieme e ritrovarsi, mettendo da parte, anche se solo per un pomeriggio, il logorio della vita moderna.
E, per il prossimo anno si preannuncia un’importante novità: Giuseppe, da circa due mesi, ha acquistato da Oliviero Bocchini di Cecanibbi una trebbiatrice per il grano di marca Imas degli anni Quaranta, che utilizzerà il prossimo anno per fare la rievocazione del grano.



















