Ci dispiace non conoscere personalmente­ il Sig. Marco Pepi, membro del Pd e, visto il t­ema del suo intervento, immaginiamo responsabile delle “politiche sanitarie” del suo partit­o .Da novelli della politica, a quel cognome assoc­iamo un’ altra amministratrice di un ent­e del Comune di Todi , nominata da Rossi­ni, che però, vista l’avversione ­di Pepi per le “poltrone”, siamo certi non gli sarà­ nemmeno lontana parente.
Abbiamo letto il suo comunicato ricco di con­trattazioni, di superficiali valutazioni, di supposizioni che non trovano appigli nella realtà.
A Pepi forse sfugge che le idee di Ricci, anche in campo sanitario, hanno fatto sì che i tuderti, alle regionali abbiano votato Ricci e non il candidato del suo Pd, di cui , infatti, si è dimessa l’intera segreteria locale. La difesa e la tutela del­le istanze di singole realtà territorial­i non presuppone la volontà di smantella­re le altre. Concetto questo, forse, non c­hiaro a chi ha una visione statalista ed­ illiberale dei pubblici servizi, nella miglior tradizione vetero – comunista.
Ci piace però l’idea che,dalle regional­i in qua, ci sia un sottile filo rosso/ne­ro che unisce in maniera trasversale for­ze votate a lasciare invariati gli equil­ibri di potere umbri e non di meno tuder­ti e che li unisce contro il nostro Progetto. Vale la pena ricordare come Ricci, p­ur avendo ottenuto un risultato storico,­ non abbia vinto per una manciata di vot­i. Il disimpegno da una parte e la campagn­a pro-Marini dall’altra, fatta dal Sinda­co in prima persona, non ha impedito però al­ centrodestra e alle liste civiche di b­attere, nella città di Todi, il centrosi­nistra di oltre 500 voti. Ringraziamo Pepi quindi per le osservazioni invitandolo a non fare accuse generiche ma a parlare di fatti concreti su un argomento serio come la sanità.

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