La campagna pluriennale è finanziata dal Monte dei Paschi di Siena e fino ad ora ha portato ad importanti scoperte che avvalorano l'idea che sulla rupe confluissero periodicamente tutte le comunità dell'Etruria antica

Al Campo della Fiera di Orvieto sono riprese e continueranno fino al 30 agosto le ricerche archeologiche del Dipartimento di scienze archeologiche e storiche dell’antichità dell’Università di Macerata.
Oltre agli studenti marchigiani partecipano allievi di molte altre Università: di Firenze, Napoli 1, Napoli 2, Napoli Orientale, Pavia, Roma-La Sapienza e Roma-Tor Vergata, Salerno, Viterbo, Venezia e delle Università straniere di Amsterdam e Leida (Olanda), Friburgo (Svizzera), Monaco (Germania) e di alcuni Atenei statunitensi (Stanford, Florida State University e University of Arizona).
I lavori, rientrano nell’ambito del progetto pluriennale finanziato sin dall’inizio dal Monte dei Paschi di Siena.

Il luogo frequentato già in età protostorica, fu destinato dalla metà del VI secolo a.C. ad essere sede di un santuario etrusco.
La sua funzione di luogo sacro continuò fino ad età medievale divenendo sede della chiesa di San Pietro in vetere, finora considerata perduta.
Nel corso della campagna del 2007 i lavori hanno consentito di mettere in luce quasi completamente la strada etrusca interna al santuario.
All’interno del recinto sacro sono emersi due imponenti altari e la base di una colonna. Un grande basamento in tufo di un edificio etrusco è stato scoperto nel settore meridionale dello scavo.
Quest’anno si cercherà di trovare ulteriori elementi per identificare il mitico santuario federale degli Etruschi, invano cercato sin dal XV secolo.

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