La guerra intestina al centrosinistra tuderte, le spaccatura del Partito Socialista in due, tre o quattro sezioni e le pressioni sul Sindaco affinché operi un rimpasto di giunta sostituendo il suo vice, culminano oggi con la mancanza del numero legale per il regolare svolgimento del Consiglio Comunale.
La maggioranza di governo, incurante delle problematiche della città e delle sue esigenze amministrative, dà spazio ad un gioco di ricatti politici, di veti e contro-veti, tipici delle peggiori pratiche politiche della prima repubblica.
Il risultato è che agli interessi comuni si antepongono quelli della propria coalizione, con l’obiettivo di non far affondare una barca in cui è entrata già molta acqua.
Riteniamo che l’atteggiamento politicamente omertoso del gruppo del Partito Democratico, teso a non mostrare ciò che da giorni è palese alla città, cioè che i socialisti, che lo hanno fatto chiaramente capire, avrebbero fatto mancare il numero legale, sia stato poco responsabilità. Nascondere debolezze e crisi può far comodo al centrosinistra, ma non aiuta la realtà tuderte, rispetto alla quale il Sindaco ed il gruppo di maggioranza relativa dovrebbero agire con chiarezza e decisione, isolando quelle componenti che pensano di decidere il proprio futuro politico sulla pelle dei cittadini.
Rispetto a tale atteggiamento, anche noi avremmo valutato, nell’interesse generale, una posizione che non fosse meramente strumentale e che avesse tenuto conto, nel merito, delle priorità cui far fronte attraverso il mantenimento del numero legale e lo svolgimento del Consiglio Comunale.
Purtroppo assistiamo invece ancora a vecchie logiche, fatte di avvertimenti, di sgambetti e di tutte quelle formule politiche per noi non più accettabili.
Aspetteremo, pertanto, questi giorni che ci separano dalla seconda convocazione certi di leggere comunicati tesi a smentire quanto da noi detto e a giustificare, minimizzando, il mancato consiglio.
Ma la verità, ormai è sotto gli occhi di tutti e traccia un solco sempre più profondo fra Todi e chi la governa.

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