Che lo zafferano si producesse in Umbria, a partire perlomeno dal sec. XIII°, è testimoniato dallo Statuto di Perugia del 1279
zafferano purissimo in fili di città della pieve (6)

Una spezia pregiata, un’esplosione di gusto al palato con zero calorie, una fonte di antiossidanti con proprietà antidepressive e addirittura afrodisiache, lo Zafferano o Crocus Sativo, che ha trovati coltivatori in varie parti dell’Umbria, tuderte compreso, torna protagonista a Città della Pieve con una tre giorni dedicata alla scoperta degli impieghi (anche insoliti.) di questa sorprendente risorsa.

Che lo zafferano si producesse in Umbria – e quindi anche a Castel della Pieve – a partire perlomeno dal sec. XIII° è testimoniato dallo Statuto di Perugia del 1279 e da molti altri documenti successivi, che ci fanno capire anche quanto la sua produzione fosse importante per l’economia della città, dove doveva servire principalmente per la tintura dei tessuti.

In epoca moderna, è stato l’agronomo Alberto Viganò a impiantare nelle sue proprietà nel territorio pievese, alla fine degli anni ’70, dei bulbi di zafferano provenienti dalla Spagna.
A lui fecero seguito altri coltivatori della zona, affascinati dall’esperienza di Viganò.
In breve tempo, ci si rese conto che lo zafferano si adattava molto bene sia al clima che al terreno dell’area pievese.
In seguito, grazie anche alla collaborazione con la Facoltà di Agraria di Perugia vennero così intensificate le attività rivolte ad approfondire la conoscenza dello zafferano, sia dal punto di vista della coltura (caratteristiche e potenzialità produttive) che dell’impiego in cucina e nell’arte tintoria.
Infine, nel 2002, nasce il Consorzio Il Croco di Pietro Perugino – Zafferano di Città della Pieve Alberto Viganò, con lo scopo di tutelare il prodotto, promuovendone la produzione e il commercio e salvaguardandone la tipicità e le caratteristiche peculiari.
Attualmente il Consorzio associa 31 soci, le cui aziende ricadono nella Zona di produzione che comprende un ampio territorio che va dal Lago Trasimeno all’alto Orvietano e include 16 Comuni.
Lo zafferano di Città della Pieve è commercializzato esclusivamente in fili per garantirne l’autenticità.

Tre giornate quelle di Zafferiamo che rappresentano un appuntamento unico nel quale, oltre a scoprire interessanti curiosità culinarie, si avrà la possibilità di apprezzare lo zafferano anche nelle arti della pittura e della tintura, ma non solo.
Dal 23 al 25 ottobre, da mattino a sera, mostre mercato, eventi gastronomici, opere d’arte realizzate con lo zafferano, ricami e corsi intensivi dell’arte dei pizzi con l’uso dello zafferano e la possibilità di visitare i campi urbani di zafferano e la raccolta dei fiori, offriranno un motivo in più per visitare la splendida Città della Pieve.
Pizza, gelato, birra e prodotti cosmetici, opere d’arte, tessuti, pizzi e ricami… tutto a base di Zafferano.
E sempre dal 24 al 26 ottobre una lunga lista di ristoranti del territorio proporrà nei Menù piatti a base di zafferano purissimo in fili. (L’elenco dei ristoranti è consultabile sul sito www.zafferanodicttadellapieve.it .

Nello spazio di Piazza Plebiscito per tutta la durata della manifestazione si troveranno: un campo di zafferano realizzato dal Consorzio dei Produttori, l’orto con i prodotti di stagione realizzato dall’Azienda Agricola Melagrani, una mostra su frutta e semi antichi a cura del Parco Tecnologico Agro Alimentare 3A e della Casa dei Semi, piante da frutto di varietà antiche a cura della Azienda Frutticultura Orvieto di Giulio Leonardi, gli antichi semi del museo di storia naturale “A.Verri” a cura della Associazione Scientifica ASAV, un allestimento con piante ed essenze del vivaio Salto del Prete, laboratori didattici esperenziali sul tema dell’alimentazione a cura della Fondazione Ant – Umbria.

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