E’ stato sufficiente che un consumatore si accorgesse che la bottiglia di olio acquistata in un supermercato di Chiusi (SI), presentava, sotto all’etichetta originale, un’ulteriore etichetta in lingua tedesca, riferita ad una partita di olio diversa, destinata al mercato della Germania, che s’è svelata una frode che ha interessato circa 20mila bottiglie di olio d’oliva extravergine messe in vendita in oltre cento punti vendita di un noto marchio appartenente alla grande distribuzione organizzata, presente in Toscana ed Umbria.
Già il prezzo indicava che c’era qualcosa di sospetto – 5,98 euro per due bottiglie da 0,75 litri. – ma circa 16mila bottiglie sono state vendute prima che la Società responsabile della distribuzione, estranea alla vicenda dal punto di vista penale, ma che forse ha peccato nei controlli di qualità, avesse provveduto all’immediato ritiro dal mercato del prodotto.
Il titolare dell’azienda, che ha imbottigliato e commercializzato l’olio, è stato denunciato per frode in commercio e la società sottoposta ad indagine per illecito amministrativo dipendente.











