Il progetto di investimento su Todi presentato dagli imprenditori interessati: tempi, costi, settori commerciali, livelli occupazionali ed impegni a favore della collettività
paola foto

Sulla variante urbanistica di Ponterio, a Todi, si rincorrono da settimane interventi e prese di posizioni politiche, ma è mancata del tutto una presentazione del “progetto” dei promotori della variante, la cui richiesta risale peraltro a circa quattro anni fa e se ha finito per assumere oggi i connotati dell’urgenza è proprio a causa di questa lunga attesa burocratica.

Mentre si rinnovano le richieste per la convocazione di un Consiglio comunale aperto o per un’assemblea pubblica, è utile cercare di saperne di più andando ad ascoltare anche  “le ragioni del sì”, ovvero delle realtà imprenditoriali che alla nuova ipotesi urbanistica stanno lavorando e che a breve dovranno decidere se attendere ancora o dirottare altrove i loro investimenti.

Nessuna reticenza ma anzi massima disponibilità ad illustrare le proprie ragioni è quella trovata in Giancarlo Paola (nella foto), amministratore delegato dei Grandi Magazzini Fioroni (Spa che fa ormai parte del Gruppo Veneto Unicomm), ed in Emanuele Bertini, amministratore della Berfin srl.
Le due società hanno siglato una sorta di joint-venture legata proprio alla superficie di 2.400 metri quadrati oggetto di richiesta di variante da residenziale a commerciale (altri 2.100 mq fanno capo ad un altro soggetto privato che ha presentato analoga richiesta).

Cosa si vuole realizzare su quell’area? “Il nostro progetto – spiega il dottor Paola – è quella di dare vita ad una media struttura commerciale che oggi a Todi non c’è, caratterizzata da un’offerta merceologica non rappresentata nell’attuale commercio locale. Pensiamo all’insediamento di operatori dei settori ‘Fai da Te’ e articoli sportivi che, in base ad analisi di mercato, permetterebbero di attrarre consumatori a Todi da un vasto bacino di utenza territoriale”.

Di che investimento parliamo?L’ordine di grandezza è di circa 3 milioni di euro da realizzare nell’arco massimo di un anno – risponde Emanuele Bertini – il tutto a beneficio di imprese locali, come posso testimoniare è da sempre nella logica del Gruppo, al fine di assicurare una ulteriore ricaduta reale sul territorio e favorire per quanto possibile tutto l’indotto”.

Che livello di occupazione può essere ipotizzata? “Nella nuova struttura – torna a parlare il dottor Paola – potranno lavorare sicuramente dalle 30-40 persone, ma confidiamo che con la creazione di un parco commerciale vi potranno essere effetti positivi anche su realtà già esistenti come l’EMI, che già oggi conta un organico di circa 50 dipendenti. E sto parlando solo della parte di insediamento che riguarda il nostro Gruppo, quindi i numeri potrebbero essere moltiplicati per due”.

Veniamo alle dolenti note: l’impatto paesaggistico“Ritengo utile ricordare – sottolinea Bertini – che stiamo parlando di un’area dove è già prevista dal PRG la costruzione di palazzi di 4-5 piani. Nel caso di variante le costruzioni potranno avere un’altezza di circa 4 metri. Tra le due possibilità, credo sia evidente come la seconda sia da privilegiare anche sotto l’aspetto ambientale”.

L’insediamento dell’EMI però non è piaciuto fin dall’inizio… “Non lo neghiamo – risponde Paola – ma ritengo il confronto non valido. In quel caso ci si è attenuti alle indicazioni urbanistiche esistenti che si è poi cercato di mitigare con la messa a dimora di oltre 20.000 piante. Per quello che eventualmente verrà abbiamo dato la massima disponibilità per un intervento coerente con l’immagine della città. Si investirà sulla qualità della progettazione e dei materiali, così come il Gruppo ha fatto di recente a Gubbio accogliendo tutte le richieste del Comune in termini di mitigazione e di miglioramento”.

Sono previsti anche interventi di interesse pubblico? “Ci siamo resi disponibili per la realizzazione di un’area verde attrezzata, facendoci carico di sistemare un parco pubblico multifunzionale a servizio della comunità cittadina nel quadro di un disegno condiviso che potrà portare benefici a tutti. Comprendiamo e rispettiamo le posizioni di perplessità che sono state espresse – chiarisce Bertini – ma riteniamo che un confronto serio possa dare ampie rassicurazioni”.

Che termini decisionali vi siete dati? “Come detto – risponde il dottor Paola – Ponterio di Todi compare nel nostro piano di investimenti da quattro anni. Il termine previsto era la fine del 2015 appena passato. A metà febbraio dovrò riferire in Consiglio di amministrazione ai soci in via definitiva, ovvero se l’investimento da 3 milioni di euro è stato sbloccato e può partire, poichè in caso contrario dovranno essere prese in considerazioni ipotesi alternative”.

Avete dunque già un piano B?Il Gruppo è in crescita, ha rilevato la catena dei punti vendita Despar di Arezzo, salvando decine di posti di lavoro, e sta facendo investimenti importanti soprattutto in regioni come Lazio e Marche. In Umbria spicca l’apertura a Gubbio e quella prossima di un Cash & Carry ad Arezzo. Todi ci interessa ma non possiamo attendere oltre”.

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