Sabato 30, oggi, gran finale della “Festa de L’Animella” a Collevalenza di Todi con “na sera a veja come una vorda”.
Ricordi del “come eravamo” per non tagliare le radici all’albero della memoria e della vita.
Una serata carnevalesca come tante che, dalle nostre parti, caratterizzavano il carnevale della civiltà contadina con musica, ballo, poesia, allegria di tutti e il piacere del palato con la “Cena tipica de l’Animella” Piatto tipico locale gastronomicamente croccante e saporito che, abbinato a fagioli e/o fave, le famiglie agresti preparavano appena la mattazione del suino allevato nella corte.

Un detto del posto sottolinea: “ la cucina è squisita, l’animella è saporita, i fagioli non fanno male, specialmente a carnevale”.
E ci piace precisare che le “animelle” della nostra tradizione non sono le generiche interiora del suino bensì “piccoli ritagli di grasso, magro e rosichello” che il maestro norcino “ staccava”, prelevava dall’interno delle due “pacche” di maiale passandole alla sapiente cuoca contadina che le gestiva in padella fino ad averne il giusto sugo di condimento per i fagioli. Piatto originale, avvolgente la serata ma, chi a cena si vuol trovare, allo chef Massimo deve telefonare 075.887140.

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