Il direttore artistico uscente, visto il silenzio calato sulle sue proposte per il possibile nuovo corso, sprona le istituzioni a prendere una qualche decisione
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Silvano Spada è preoccupato dal silenzio che circonda il futuro del Todi Festival. E’ quanto si può dedurre da una sua nota stampa con la quale ricorda alle istituzioni che il tempo corre veloce e che vanno prese delle decisioni.
“Quando sei arrivato al top del successo nella tua categoria – esordisce Spada – o rivoluzioni la squadra attingendo al “vivaio”, o la rinforzi per proiettarti a livello internazionale. E il criterio vale anche per un Festival.
Per quanto riguarda il “vivaio”, a fronte del mio invito a favorire i giovani, qualcuno interno alle dinamiche umbre, tempo fa, mi disse che, a livello locale, sia a Terni che a Perugia ci sono realtà organizzative, che personalmente io non conosco, ma, per carattere, guardo sempre con simpatia alle novità, se valide.
Per quanto riguarda, invece, il proiettarsi internazionalmente, a suo tempo, avevo presentato al Sindaco di Todi uno dei maggiori protagonisti della cultura e dello spettacolo, nome prestigioso in Italia e in Europa che aveva dato la sua disponibilità alla direzione artistica e che, certamente, avrebbe garantito l’ulteriore successo del Festival e la più ampia promozione dell’immagine di Todi e dell’Umbria ed il Sindaco si era riservato di riflettere”.

“In vista del Todi Festival 2016, edizione del trentennale – prosegue Spada, direttore artistico uscente – tra le ipotesi “vivaio” e “ruolo internazionale”, non ci sono vie di mezzo, se non la stagnazione.
Il budget e le risorse disponibili non c’entrano perchè, quando si crede veramente in un progetto, non sono certo i soldi a far vincere, ma vale soltanto e soprattutto la bravura dei giocatori che si sceglie e di peggio c’è solo l’eventuale volontà di sperperare un patrimonio prezioso ritirandosi dal campionato”, paventando il rischio che ritardi ed indecisioni possano portare alla morte della sua creatura.
“Ovviamente – conclude Spada – le scelte spettano al Comune ed alla Regione. D’altra parte c’è anche da dire che quando, come nel mio caso, decidi di chiudere una “storia”, ti farebbe piacere che la persona che hai lasciato trovasse la sua strada ottimale, altrimenti in caso contrario, tu guardi da lontano e non ti interessa più nemmeno sapere con chi la tua ex vada a letto”.

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