Fioriscono iniziative sul tema della Variante a Ponterio, e stranamente vengono tutte dalle opposizioni e da gruppi di cittadini. Il Grande Assente è il Comune.
Perché questo atteggiamento di sfacciato disinteresse per le legittime preoccupazioni dei cittadini?
Su temi che investono il futuro e la vivibilità, l’equilibrio economico e sociale di un popoloso quartiere, non si può fare finta di non sentire.
Qui non si tratta di una questioncina sollevata da una minoranza della minoranza, ma di un problema serio, che finora neppure il Consiglio comunale è stato in grado di affrontare nella maniera dovuta.
Era stato promesso, con un comunicato ufficiale del PD, che si sarebbe stilato un calendario di iniziative per “approfondire il tema in ogni suo aspetto”. Non abbiamo ancora visto nulla.
E’ un peccato, e ci dispiace veramente perché, per gente fatta male come noi 5Stelle, la regola è che  l’Amministrazione informa, spiega, chiarisce, e permette a tutti di valutare se si è d’accordo o no. E noi non saremmo stati contrari per partito preso, ma avremmo accolto e condiviso con piacere una posizione seria e ben motivata.
Invece qui si preferisce dire e non dire. Minimizzare. Metterla su come una questione di schieramento. Puntare sulle divisioni.
E che deve pensare la gente che, in assenza di informazioni adeguate,  è costretta per forza a mormorare?
I più sfiduciati dicono che è già stato deciso tutto da Perugia e quindi la variante verrà fatta comunque, per rispettare chissà quale accordo fatto in alto loco.
I più cinici invece minimizzano, dicendo che tutto nasce dall’incapacità e insensibilità degli Amministratori.
Un’alternativa veramente mortificante, anche per chi li ha votati.
Noi però ci rifiutiamo di credere che le cose siano così squallide, e ancora vogliamo sperare che chi fa politica riesca alla fine a tirare fuori il meglio di sé.
E quindi, per contribuire al dibattito, invitiamo a leggere la relazione allegata sul Contratto di Quartiere di Ponterio da cui si vede chiaramente che finora è stata realizzata solo la parte “economico-speculativa” (edifici abitativi e commerciali) lasciando del tutto incompleta la parte “sociale ” ( spazi verdi,orti urbani  piste ciclabili, impianti sportivi, spazi di aggregazione e un anfiteatro).
Quindi la vera domanda è: un “contratto”, anche se di quartiere, è vincolante per le parti, e quindi salta se non si rispettano gli impegni? O serve solo come grimaldello per aprire la cassaforte dei fondi pubblici, per poi fare quello che ci pare? La cittadinanza, in questo contratto, sembra la parte lesa, e apparentemente è la più debole.
Chi dovrebbe tutelarla, se non gli Amministratori che abbiamo eletto a fronte delle loro solenni promesse di fare il bene della città?

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