Fino ad ora chi denunciava episodi di corruzione nel luogo di lavoro (o nell’ambiente in cui viveva) era considerato dalla morale comune e, di conseguenza, dalla giurisprudenza, in pratica un delatore e, come tale, inaffidabile.
Ora, su iniziativa del PD e con l’appoggio decisivo dei grillini (i quali, per fortuna, talvolta, non danno retta al Casaleggio) è stata approvata alla Camera una Legge che tutela le “gole profonde”.
Se passerà anche al Senato, nel pubblico e nel privato, chi denuncia casi di di corruzione oltre che essere tutelato nella riservatezza sarà messo in una condizione di protezione totale. Ciò perchè, per la prima volta nel nostro Paese verrà considerato un cittadino che pensa al bene comune e si assume la responsabilità di ciò che afferma o scrive (ovviamente non vengono considerate le fonti anonime); se, infatti, venisse accertata la falsità di ciò che dichiara ne risponderebbe in sede penale.
Al di là del fatto che trattasi di materia delicata da trattare sempre con i guanti, mi sembra che questa Legge costituisca un ulteriore passo in avanti verso una società più attenta a dare il giusto risalto ad un cittadino come soggetto che partecipa attivamente a renderla più giusta.
Grazie al PD, l’unico vero Partito Riformatore.
- Andrea Vannini - Partito Democratico
- 2 Febbraio 2016









