Circa il proposito di ETAB  di avviare  la pratica  per inserire  il Tempio della Consolazione tra i monumenti patrimonio dell’UNESCO,  è opportuno dare un’informazione corretta  ai cittadini che, da qualsiasi “osservatorio ideologico”, amano comunque questo straordinario simbolo del Rinascimento italiano. Ma amare –  ce lo rammenta  la ricorrenza di San Valentino, giorno in cui è stata pubblicata sulla stampa locale una nota polemica in proposito – significa volere il bene della persona o della “cosa”  amata.  Chi non vorrebbe vedere la Consolazione inserita nel prestigioso elenco dell’Unesco?  Ma per raggiungere tale obiettivo  è necessario crearne prima  gli   imprescindibili presupposti. Lo stiamo facendo con grande impegno.
Con il  programma di conservazione e restauro del Tempio della Consolazione,  previsto da Etab  d’intesa con l’Amministrazione comunale (sempre attenta alla promozione  dei beni artistici della città) si sta già portando a termine il primo urgente intervento: il rifacimento  delle semicupole, causa di dannose infiltrazioni di acqua piovana;   altri interventi sono da ritenersi  indispensabili  e urgenti: il rifacimento dell’intonaco interno  disastrato dalle infiltrazioni; il restauro della pavimentazione  e dei dodici altari: ci stiamo impegnando. Inoltre, le  numerose iniziative che abbiamo messo in atto nell’ultimo triennio per la promozione e la tutela della Consolazione  (importanti  eventi culturali e artistici,  pubblicazioni,  mostre, il successo della partecipazione  a Wiki Loves monuments e al censimento dei  luoghi del cuore del FAI,  l’edizione del francobollo da parte di Poste italiane) hanno dato prestigiosi riscontri di interesse  e ammirazione per il Tempio,  in campo  nazionale e internazionale.  Grazie al lavoro svolto i tempi  sono oggi  maturi per istruire la pratica  di inserimento della Consolazione nel patrimonio dell’Unesco.
Sarebbe stato controproducente e indecoroso,  tre anni fa, inoltrare  la pratica per l’Unesco, presentando    un monumento abbandonato nell’incuria e ai limiti della fatiscenza.
Oggi è tempo di abbandonare oziose polemiche, oggi  crediamo  sia il  tempo  di rinnovare e di ricostruire,  e di ritrovare quello spirito collettivo di identità e di appartenenza che ha permesso ai nostri lontanissimi avi di collaborare alla creazione di un monumento di superba e insuperabile bellezza.

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