So bene con non potranno essere affrontati nella completezza i temi sintetizzati nel titolo. D’altra parte non credo ci sia bisogno di ripetere sempre gli stessi concetti. Perciò cercherò soltanto di dare il mio contributo a questi temi molto importanti per la città e per le realtà dove dovrebbero essere allocati. E allora affermo subito che Il centro storico aldilà di quanto è richiamato in ogni documento non mi pare però che abbia le attenzioni necessarie. Ma non solo. A me pare che alcune decisioni siano assunte senza una vera logica di programmazione.
Personalmente stento a capire come si possa coniugare l’idea di una variante al P.R. per aumentare gli spazi di vendita della grande distribuzione a Ponterio e al tempo stesso lamentarsi che i negozi nel Centro storico chiudano i battenti uno dopo l’alto. Inutile affermare , no alla cementificazione, e poi approvare varianti e nuove costruzioni. Coerenza vuole che debbano essere ristrutturate le vecchie costruzioni. E su questo occorre una politica che parta dal Governo che transiti per la Regione per arrivare ai Comuni. Non una politica di solo efficientamento energetico, peraltro sbagliata , ma una politica di recupero che non trascuri certamente l’efficienza energetica. Solo allora si potrà parlare di politica di recupero dei centri storici sia per fini abitativi sia per altre destinazioni. Insomma una politica che invogli i giovani, anche con incentivi, a tornare a vivere nei centri storici. Il centro della città non può che essere un luogo previlegiato a questo fine. Contemporaneamente il centro deve essere anche il luogo per il commercio come ugualmente lo è sempre stato. Questo esige una maggior cura nella pulizia, nei servizi e una diversa politica abitativa. O si fa questo o è completamente inutile discutere di rilancio dei centri storici, oggi tutti semiabbandonati. Quindi sono d’accordo con quanto emerso nell’assemblea partecipativa tenutasi a Ponterio ed il diniego dei cittadini alla variante al Piano Regolatore.
Il secondo punto che voglio accennare è quello che vede l’amministrazione impegnata a voler portare alcuni servizi come L’INPS nel centro Storico. E’ un errore colossale. I servizi come l’INPS deve stare nei punti facilmente raggiungibili da tutti e con possibilità di parcheggio . Non a caso all’epoca dell’istituzione della sede ( che non è arrivata a caso) fu scelto Ponterio. Oggi mi pare un paradosso portare via la sede INPS da Ponterio e in cambio approvare una variante per l’insediamento, di qualche centro commerciale. Ponterio ha bisogno ritrovare un suo “baricentro”; di una piazza, laddove era il distributore e di parcheggi altrimenti le attività economiche soffrono del disagio dei clienti. Ed infine di tanta area verde attrezzata, come di una viabilità più razionale e che serva da ricucitura di tutto il tessuto residenziale e produttivo di Ponterio.
Per concludere, il possibile trasferimento delle forze dell’ordine, all’interno del centro storico. Questa scelta oltre ad essere errata per gli stessi motivi delle altre, ai medesimi si aggiungono anche quelli della particolare funzione che le forze dell’ordine svolgono, anche sul centro storico ,ma soprattutto sul territorio. Si accenna appena ,alla necessità che possano muoversi con le auto e con notevole urgenza e la cosa non mi pare si adatti bene ad un Centro storico con pochi e stretti punti di accesso e di uscita. L’unica sede che per tradizione per cultura della città che sarebbe potuta rimanere in Centro è il Palazzo di giustizia. Ma purtroppo dove non è arrivata la mano dell’amministrazione è arrivata quella del Ministero, che nella sua mania di accentramento ha tolto il servizio lasciando il bellissimo Palazzo che si affaccia sulla piazza e sul quale sono stati fatti notevoli investimenti più che semivuoto. La stessa sorte che è toccata all’ex sede del vecchio ospedale con ripercussioni notevoli sull’economia di quel pezzo di città. Non credo ci sia da aggiungere molto almeno per evidenziare almeno una o due contraddizioni per ognuna di queste scelte. Rammento solo a me stesso che sul centro storico sempre all’insegna della razionalizzazione “di poste Italiane” c’è un solo ufficio postale a mezzo servizio. Non è certo una scelta del Comune; ma penso che sia stata una scelta che “Poste Italiane” poteva evitare per non beffeggiare e schiaffeggiare la città di Todi. Non lo meritava.

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