Mancanza di Programmazione, incertezza per gli eventi culturali di maggior richiamo, totale assenza di promozione turistica. Questa la sintesi degli operatori turistici di Todi, il cui stato d’animo ha trovato sfogo in una lettera aperta uscita in questi giorni sulla stampa locale. Sosteniamo da mesi, se non da anni, che l’amministrazione comunale di Todi investe in maniera sbagliata enormi risorse pubbliche che non portano il ritorno sperato in termini di economia locale e richiamo turistico.
La litania delle cifre sui flussi turistici, sventolate dall’amministrazione sulla stampa, non corrisponde ad una realtà che racconta tutta un’altra storia. Ci si nasconde dietro numeri condizionati da presenze che transitano per una sola notte nella città tuderte (spesso senza prendere nemmeno un caffè) o che includono anche il notevole flusso turistico che ruota intorno al Santuario di Collevalenza, ma che, nei fatti, incide solo in maniera minimale sul resto del territorio tuderte e delle sue attività ricettive. Le decine di attività commerciali chiuse nel centro storico, le foto che immortalano una piazza vuota anche nei principali giorni di festività, sono lo specchio di una strategia che sta dando pessimi risultati. Sono state cancellate iniziative importanti come Carnevalandia e le Mongolfiere, con l’idea di risparmiare risorse che poi sono state investite in manifestazioni senza respiro e prospettiva. Si punta tutto su pochissimi giorni, lasciando Todi sguarnita di eventi per undici mesi l’anno e le eccezioni nascono dall’esclusiva buona volontà dei singoli cittadini. A ciò si aggiunga l’idea malsana di collocare nel centro storico ser­vizi essenziali come l’Inps e le Caserme­.
Su questa strada, come scrivono i cittadini, non si va da nessuna parte.

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