La legale di Sollecito non ha spiegato le ragioni della sua convinzione, ma ha sottolineato la raggiungibilità delle finestre dell'abitazione di via della Pergola

Prosegue il tentativo della difesa di Raffaele Sollecito di accreditare l’idea di innocenza del giovane pugliese ed a rimorchio quella di Amanda Knox anche se questa seconda azione la si lascia solo intuire.
Per l’avvocato Giulia Buongiorno, dopo un breve sopralluogo nella casa di Via della Pergola di Perugia, teatro dell’assassinio, una sola persona era in casa con Meredith Kercher quando la giovane studentessa inglese è stata uccisa.
Le ragioni di questa convinzione non sono state anticipate: “lasciatecele illustrare ai giudici”.
La Bongiorno ha sostenuto che “contrariamente a quanto si diceva è abbastanza agevole accedere a questa casa”. “Le finestre non sono alte – ha detto ancora l’avvocato – e non hanno alcun tipo di sbarra per impedire l’accesso”.
L’avvocato non l’ha detto, ma di certo non ha pensato che a scalare le finestre possa essere stata una ragazza minuta.

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