Sono appena 289, pari al 3,73%, i nulla osta rilasciati ai lavoratori immigrati rispetto alle 7.737 domande presentate nella provincia di Perugia per effetto del decreto flussi 2007 che prevedeva in Italia 170 mila ingressi. Stando alle ultime proiezioni del Ministero dell’interno ad oggi sono state respinte da questure e direzioni provinciali del lavoro (Dpl) circa il 50% delle domande.
“In pratica – commenta Fabiano Coletti responsabile dello sportello immigrati dell’associazione – una domanda su due è stata respinta. Non solo, mentre in alcune città le quote di ingressi fissate dall’ex Ministero della solidarietà sociale sono state già quasi coperte, come Ragusa, arrivata all’81% o Asti, al 79,8%, Perugia ha riempito meno del 13% delle sue quote, rispetto al dato medio nazionale che è del 20,79%. Ancona, ad esempio, supera già il 42%”.
La questura, che ha principalmente il compito di verificare i precedenti penali dell’immigrato, ha esaminato 1.050 richieste, poco più del 13%. “Più complessi – aggiunge Coletti – gli accertamenti di competenza delle direzioni provinciali del lavoro, che includono verifiche sulla situazione patrimoniale del datore. Le Dpl, ad oggi, hanno appena superato quota 780, il 10% del totale”. Sono quindi arrivate alla fine dell’iter, che prevede il doppio passaggio in questura e in direzione provinciale del lavoro, circa 570 pratiche. Di queste, 270 hanno avuto per diverse ragioni esito negativo.
“Una vera tagliola – sottolinea ancora Coletti – che non rende giustizia ad un mercato del lavoro che in Umbria continua invece a dimostrarsi dinamico e in controtendenza rispetto alla crisi economica più volte denunciata a livello nazionale. C’è infatti una naturale e sana domanda di lavoro regolare da parte delle famiglie e delle imprese che non risponde alla domanda prevista dal decreto flussi e spero che di ciò se ne tenga conto. Nonostante siano state attivate tutte le procedure informatiche, la situazione è ad oggi insostenibile e rischia di creare disagi enormi alle imprese ed ai datori di lavoro che hanno assunto dipendenti extracomunitari, o desiderano farlo, nel pieno rispetto delle regole previste dalla normativa vigente. In altri termini, conclude Coletti, è necessario modificare l’attuale impianto amministrativo – burocratico che mette in crisi gli sportelli unici dell’immigrazione e gli uffici delle questure”.
“Inoltre – aggiunge Paolo Annetti, direttore CNA provinciale di Perugia – le difficoltà per i datori di lavoro sono anche legate al fatto che le domande in esame si riferiscono, ormai, ad esigenze occupazionali di oltre due anni fa. Nel frattempo le attività imprenditoriali sono andate avanti e c’è una situazione economica diversa”.










