Gentile Direttore,
le scriviamo in merito alla lettera, pubblicata dalla sua testata, in data 17 luglio a firma Movimento 5 Stelle di Marsciano e dal titolo “Comune – Di Lorenzo, accordo o non accordo questo è il problema…”
Se siamo costretti a importunarla è perché nella missiva del Movimento, che fa capo al comico genovese Beppe Grillo e gestito da un’azienda di comunicazione di Milano, si riportano opinioni spacciate per verità, che non trovano alcun riscontro nei fatti.
Tutto il verboso scritto si basa su un assunto falso, che evidentemente è duro a morire, e dal quale poi discendono una serie di congetture artificiose e inverosimili.
Il falso è questo: ritenere che dal deposito di vinacce del Cerro possa scaturire “inquinamento dell’aria e del suolo”. Non ci stancheremo mai di ripetere che NON È VERO. Non esiste alcuna norma o studio scientifico che possa corroborare questa, e ci passi il termine, PANZANA. Tutta la letteratura scientifica, la legislazione nazionale, quella europea e, persino, recenti sentenze del Tar (sollecitato più volte a esprimersi, ahinoi, sull’argomento) indicano l’esatto contrario.
E non potrebbe che essere così visto che stiamo parlando della conservazione temporanea (da settembre fino a marzo-aprile) di BUCCIA D’UVA. Un sottoprodotto agricolo, ma forse ce lo siamo dimenticati, che i nostri nonni, dopo la torchiatura, spandevano nelle vigne usandolo come concimante. È invece vero che le attività delle distillerie, di qualsiasi distilleria e non solo della Di Lorenzo, sono classificate come insalubri (in base a un Regio Decreto del 1930!) solo per quanto attiene la fase della lavorazione, non per quella dello stoccaggio. E la prima, va ricordato ove ce ne fosse bisogno, avviene sotto rigidissimi controlli quotidiani nello stabilimento di Ponte Valleceppi.
Dunque, a Marsciano non esiste nessun caso di inquinamento, né d’aria né di suolo. E non esiste alcuna “guerra” (le parole andrebbero sempre pesate). C’è semplicemente un’azienda che cerca di fare il proprio mestiere dando lavoro a circa 150 famiglie (non solo badando al “proprio tornaconto personale”).
Sono due anni che la Di Lorenzo utilizza il sito di Cerro e, in questo lasso di tempo, ha ampiamente   dimostrato la propria serietà nei confronti di istituzioni e cittadini. Giova ricordare che la lunga Conferenza dei Servizi alla quale ci siamo sottoposti prima di aprire il sito, aveva autorizzato l’utilizzo a cumulo di 70mila tonnellate. La pratica del cumulo, normata per legge, è la procedura standard permessa a tutte le distillerie in Italia. La Di Lorenzo ha scelto, invece, di andare oltre. Ha optato per un’altra strada, più complicata e costosa, preferendo l’utilizzo dei silobag.  Ad oggi, dunque, l’azienda ha limitato la portata dello stoccaggio a 55mila tonnellate. Delle quali solo un massimo di 27mila andrebbero a cumulo.
Spiace, dunque, constatare, come ancora una volta parte della “politica” usi in modo improprio e del tutto avulso dai fatti l’argomento “vinacce”. Fare politica non è semplice e lo sappiamo. Ci si deve informare seriamente, a volte studiare e, se svolta correttamente, è un’attività che implica una fatica doppia nella comprensione delle cose. Altrimenti è solo demagogia.

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