Non si conoscono ancora i dettagli ma è certo che la Polizia di Stato di Perugia ha fatto una bella retata, utilizzando anche un agente infiltrato, nell’ambito del contrasto all’immigrazione clandestina.
Era stato messo in piedi un sistema per favorire l’ingresso in Italia di maghrebini clandestini, che, giunti sul territorio nazionale, dietro la falsa promessa della regolarizzazione e di un posto di lavoro, corrispondevano a due malfattori ingenti somme di denaro.
Eseguiti 26 arresti a carico di cittadini extracomunitari responsabili dei reati di corruzione di Pubblico Ufficiale, in concorso tra loro, e di falso ideologico, nonché, per due di essi del reato di tratta di esseri umani.
Aggiornamento
L’operazione della polizia era stata denominata “Diva”.
I clandestini fatti entrare in Italia pagavano fino a 10 mila euro ciascuno per la promessa di un regolare permesso di soggiorno.
Il reato di “tratta di essere umani” è stato contestato ad un marocchino di 40 anni, naturalizzato in Italia e titolare a Perugia di macellerie, call-center e internet-point, e ad una tunisina di 41 anni, titolare di una azienda di ceramica e che lavora anche con una agenzia immobiliare.
Nel corso delle indagini della squadra mobile, diretta dal dott. Giorgio Di Munno, sono stati sequestrati 100 mila euro in contanti.
Quasi tutti gli arresti sono avvenuti in questura dove, con pretesti vari e con la collaborazione di un poliziotto infiltrato che aveva finto di farsi corrompere (3.000 euro per ogni permesso di soggiorno), i nordafricani, quasi tutti uomini, erano stati convocati all’ ufficio immigrazione.











