La famiglia Gaucci era finita, come noto, sotto accusa in relazione alla gestione degli ultimi anni della società sportiva Perugia calcio, venne dichiarata fallita nel novembre del 2005, per bancarotta fraudolenta, evasione fiscale per 35 milioni di euro e diffamazione a mezzo stampa, ma spera di cavarsela senza dover fare altri giorni di prigione.
Con la richiesta di patteggiamento avanzata oggi da Alessandro Gaucci, che si unisce a quella già formalizzata dal fratello Riccardo e dal padre Luciano, la vicenda giudiziaria legata al crack dell’Ac Perugia sembra potersi concludere “a tarallucci e vino” almeno per il padre.
Luciano Gaucci, infatti, tramite i suoi legali, ha chiesto di patteggiare la condanna a tre anni di reclusione, che sarebbero, quindi, completamente coperti dall’indulto.
Il 28 ottobre prossimo è stata fissata l’udienza davanti al Gup, Paolo Micheli.
Entro tale data il pm, Antonella Duchini, si è riservata di esprimere o meno il proprio consenso sul patteggiamento. Poi l’ex patron del Perugia, che da circa tre anni si è stabilito a Santo Domingo, potrà sapere se potrà tornare in Italia senza rischiare di finire in carcere.
I due figli, Riccardo e Alessandro, arrestati nelle prime fasi delle indagini e poi tornati in libertà hanno chiesto, invece, di patteggiare ad un anno e otto mesi di reclusione.
- Redazione
- 1 Ottobre 2008













