Nel 1998 quando i soci fondatori si riunirono per l’atto costitutivo del Club della Palomba per scelta unanime individuarono Cecanibbi di Todi come sede legale dell’associazione, perché conosciuto come “l’università delle palombe” in quanto patria di famiglie di cacciatori, che per bravura e capacità venivano chiamati anche da fuori regione a rivestire il ruolo di capocaccia nei più importanti appostamenti di caccia al colombaccio.
Oggi il Club della palomba è riconosciuto per i meriti acquisiti con l’attività svolta in particolare con la manifestazione Zefiro come punto importante di riferimento e di confronto da tutto il mondo venatorio, sia associativo che istituzionale ad ogni livello. Questo grazie alla lungimiranza e all’impegno profuso nei quasi 10 anni di presidenza di Antonio Pinotti, prematuramente scomparso 6 anni fa.
In occasione della celebrazione dei defunti, il comitato di presidenza del Club ha promosso il “Percorso della memoria”, un gesto semplice ma ricco di significato umano, storico e di alto contenuto culturale e che si intende ripetere ogni anno.
Il primo novembre, al cimitero di Cecanibbi e successivamente al cimitero vecchio di Todi una delegazione costituita da Aldo Tracchegiani e Oliviero Bocchini, presidente e segretario del Club della Palomba, ha voluto ricordare e celebrare gli storici cacciatori di palombe, che non sono più tra noi, con la deposizione simbolica di una rosa sulle loro tombe.
Un semplice, ma significativo gesto per ricordare la storia, l’eredità culturale e di etica venatoria di:
Gino Batini, Ferdinando, Renzo e Idolo Beati, Fiorino e Giovanni Bocchini, Ulisse e Giuseppe Cardinali, Fortunato ed Angelo Conti, Vincenzo Serafini ed Enzo Settimi che per le loro capacità e bravura nella realizzazione e gestione dei tipici appostamenti di caccia al colombaccio, hanno dato tanto lustro e notorietà al paese di Cecanibbi di Todi fino a farlo riconoscere in tutta Italia come “l’Università delle palombe”.
Successivamente la delegazione si è trasferita al cimitero vecchio di Todi per ripetere lo stesso gesto sulla tomba di Antonio Pinotti, storico presidente del Club della Palomba, che con la sua opera ha permesso ad una associazione pur piccola per numero di soci, di acquisire tanta notorietà e una credibilità istituzionale nel mondo venatorio sia in Italia che all’estero e divenire uno dei principali poli di riferimento e di confronto per le tematiche della caccia, dell’ambiente e delle tradizioni.







