Oltre ai trascorsi universitari, si ricorda la consegna delle chiavi della città nel 1992 e le frequentazioni con dei colleghi perugini
umberto-veronesi-6751

Anche l’Umbria esprime, attraverso i medici che lo hanno conosciuto e che con lui hanno collaborato , sentimenti di dolore e profonda riconoscenza al Professor Umberto Veronesi, maestro dell’oncologia moderna, scienziato che ha rivoluzionato le tecniche chirurgiche nella cura del tumore al seno.

A farsi portavoce dell’ insegnamento che Veronesi  ha trasmesso a più  generazioni  di chirurghi, è il prof Antonio Rulli, responsabile della Breast Unit dell’azienda Ospedaliera di Perugia  e presidente del Comitato Umbria della Lega Italia per la lotta contro i tumore: “Per 25 anni ho avuto l’onore di frequentare il Prof. Veronesi, che considero  mio maestro nella attività assistenziale e nella ricerca; la sua scomparsa  è motivo di dolore e disorientamento, ma i suoi insegnamenti  ci indicano  in modo chiaro il percorso da lui intrapreso molti decenni fa”.

“La città di Perugia – sottolinea ancora il Prof Rulli- ben conosce l’illustre oncologo, tanto è vero che  nel 1992,  in occasione di uno storico convegno di studiosi sul  carcinoma della mammella, gli consegnò, sindaco Mario Valentini, il prestigioso riconoscimento delle chiavi della città, anche in considerazione dei suo trascorsi universitari, frequentando la struttura di Anatomia Patologica   dell’Università  degli studi di Perugia  nel 1958”.

Il Professor Rulli, in una nota diffusa dall’ufficio stampa dell’Azienda Ospedaliera di Perugia, ha manifestato, anche a nome del Gruppo Multidisciplinare di patologia della mammella del Santa Maria della Misericordia,  sentimenti  di cordoglio  e di stima infinita alla famiglia dell’illustre scienziato: “Qualunque medico si occupi  di patologia neoplastica,  riconosce  al Professor Veronesi  l’insegnamento trasmesso sulla  dignità della cura, sull’importanza della multidisciplinarietà e sulla speranza nella Ricerca: infatti il suo motto era “ si cura meglio dove si fa ricerca”.

condividi su: