Prendendo spunto dalle manifestazioni al Licei Galilei di Perugia, il consigliere regionale del Pd Solinas ha affermato che la così detta ‘buona scuola’, è una riforma liberista che assegna un potere illimitato ai dirigenti scolastici, contro qualsiasi condivisione democratica e controllo delle decisioni da parte del Collegio docenti e del Consiglio d’istituto”.
Un’affermazione del genere sicuramente recepisce anche le istanze del personale docente in merito all’organizzazione della scuola ma rinchiude le funzione dei presidi ad aspetti burocratici allontanandoli ancora più da quelli didattici che sembrano invece quelli capaci veramente di fare una buona scuola: è una questione antica mai risolta, perché molti strumentalmente agitano la libertà dell’insegnamento.

Ma in molte classi bisognerebbe entrate per scoprire che quella libertà è solo quella di concedersi un bel quarto d’ora accademico tutti i giorni; lasciare che le urla che si concede di poter effettuare da parte degli allievi durate le lezioni impediscano a quelli di loro che vorrebbero imparare anche di udire gli insegnanti; mancanza assoluta di verifiche per accertare se tra gli allievi vi sia qualcuno capace di capire quel che dice il docente oppure “falsificare” gli esiti di quelle ufficiali con una base maggioritaria di valutazione dichiarata a priori già sufficiente; lingue straniere insegnate con metodi da “full immersione” a fronte di due o tre ore solamente nel calendario scolastico settimanale.

Sicuramente molta parte degli studenti mira ad una scuola che possa rilasciare un diploma qualsiasi  senza tanta fatica anzi divertendosi e trovano dei docenti che si adagiano a comportamenti conseguenti.
Ma non bisogna scandalizzarsi se gli allievi delle scuole italiane e anche rappresentante delle istituzioni, con varie eccezioni, parlino ( si fa per dire) non solo lingue straniere ma addirittura un italiano maccheronico.

Ed allora la conclusione di Soolinas “Nella scuola è importante una selezione realmentemeritocratica dei dirigenti e dei docenti con opportuni bilanciamenti relativi al controllo delle decisioni prese, con una condivisione degliindirizzi didattici”dovrebbe interessare anche questi aspetti più concreti

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