La legge n. 96 del 2012, ha seguito dell’emendamento approvato nel febbraio 2016, è “evidentemente” illegittima. È un fatto di cui nessuno parla, ovviamente, in quanto è la Legge con cui si finanziano i Partiti con la tecnica dei “rimborsi elettorali” (se ne fosse dimostrata l’illegittimità dovrebbero essere restituiti i finanziamenti già presi).
Ma veniamo al punto, cosa prevede la legge? I partiti o movimenti che “chiedono i rimborsi elettorali”, e li ottengono, devono ovviamente “rendicontarli”. Ma, in modo “irrituale”, la legge “impone il rendiconto” anche a coloro, come le liste civiche pure e regionali, che “non hanno chiesto nulla”.
Un cosa palesemente illegittima: come si può chiedere di rendicontare a chi non ha avuto e chiesto nulla? Addirittura la “rendicontazione a zero” (solo un legislatore creativo potrebbe imporla “indirettamente”) deve avvenire (per le liste civiche “pure” e regionali) in un modo impossibile a farsi (in quanto per una lista civica pura non è tecnicamente possibile, come richiesto, avere un “bilancio certificabile” da un ente certificatore). Ovviamente la legge prevede sanzioni (sproporzionate e pseudo “concussive”) pari a 200.000 €.
Tutto questo è un modo palese (contro lo spirito della Costituzione sulla “libera aggregazione” dei cittadini nelle attività politiche) per “bloccare” il proliferasti delle liste civiche fra i cittadini.
Risultato: chi non chiede nulla come “rimborsi elettorali” viene “punito” e i Partiti che “utilizzano le risorse dei cittadini” premiati. Un fatto assurdo!
Sono state inoltrate, dopo 10 mesi in cui abbiamo parlato e scritto con tutti, lettere formali a ognuno dei presidenti dei gruppi presenti in Parlamento affinché procedano, in tempi rapidi, alla immediata modifica della legge.
Ovviemente se non ci saranno riscontri immediati (solo il Movimento 5 Stelle ha segnalato l’ipotesi di illegittimità, in sede di approvazione dell’emendamento nel febbraio 2016) si chiederà, nelle sedi opportune, la “illegittimità della legge 96 del 2012” nonché la conseguente restituzione delle cifre, acquisite dei Partiti, attivando le azioni in risarcimento dei danni prodotti alle liste civiche “pure” e regionali (costrette a perdere tempo, con danni all’immagine, per rendincontare “in modo impossibile” ciò che non hanno né chiesto né, tantomeno, preso).
È scontata anche la segnalazione alla Corte dei Conti nazionaleche, comunque, da questa comunicazione stampa è informata sul fatto.
Chi legifera, prima di farlo, dovrebbe pensare bene agli atti che approva e alle relative conseguenze.
State “sereni” su questa vicenda andremo “in fondo” a ogni responsabilità.











