Nonostante le tante rassicurazioni dei politici, il prezzo della pasta non calerà.
Almeno questo è l’intendimento di Guido Barilla, presidente dell’omonimo gruppo alimentare.
“Non ci sono le condizioni per abbassare i prezzi – ha detto Barilla durante la registrazione di Economix, programma di Rai Educational che andrà in onda venerdì sera – abbiamo dovuto adeguarci agli aumenti perchè l’alternativa era chiudere le fabbriche.
Se non c’è redditività – ha aggiunto Barilla – l’alternativa è chiudere”. I
l presidente Barilla ha voluto ricordare che per dieci anni i prezzi sono rimasti fermi e che il settore alimentare e la pasta in particolare ha assorbito tutti i costi dell’inflazione, mentre gli altri prezzi, con l’entrata in vigore dell’euro, sono raddoppiati.
Un piatto di pasta – ha proseguito Barilla – costa 19 centesimi e, per la pasta, le famiglie italiane spendono circa 120 euro l’anno. Un costo basso che deve tenere conto, comunque, di spese legate alle materie prime, all’energia e al costo del lavoro.” Barilla si è dichiarato poco ottimista anche sul futuro. “Sappiamo già – ha detto – che per il prossimo anno ci sarà una diminuzione del 12% della semina di grano e questo non ci fa ben sperare per spazi di discesa dei prezzi” che però già sono calati, senza che la diminuzione fosse trasferita al prodotto finito.
A suscitare dubbi sulla posizione di Barilla anche il fatto che è nettamente contrario al provvedimento messo in cantiere dal ministero delle Politiche agricole, che istituisce l’indicazione obbligatoria, nell’ etichettatura, dell’origine della materia prima dei prodotti alimentari.
Un modo per capire anche come si formano i prezzi che evidentemente si vuol tenere riservato.
Infine una affermazione che fa sorridere, per non piangere “il mercato è calmieratore di se stesso e la gente, se si esagera nei prezzi, non compra più”, come se la pasta insieme al pane non fosse un alimento base indispensabile ed insostituibile per coloro che non hanno reddito sufficiente per sbarcare il lunario.
Ma forse era un invito a tornare a fare la pasta in casa, come una volta.
- Redazione
- 26 Novembre 2008








