Apprendiamo con estrema soddisfazione il fatto che il sindaco di Todi, Carlo Rossini, abbia scritto al presidente e all’amministratore delegato di Umbra Acque, chiedendo la possibilità di rateizzare gli importi delle bollette che in questi giorni stanno arrivando a cittadini, imprese, artigiani e commercianti.
Dopo un black-out lungo oltre sei mesi, infatti, l’azienda sta recapitando le fatture che però, per forza di cose, sono relativi a periodi di consumo lunghi e quindi con importi – a volte – molto elevati. Segno evidente, anche questo, che davvero gli interessi di tutti trovano interesse. E magari non solo perché la campagna elettorale volge al termine.
Al sindaco Rossini vorremmo però ricordare alcune cose. La prima: il modulo per la richiesta di rateizzazione si scarica già facilmente dal sito di Umbra Acque e si inoltra via mail o fax senza problemi. Non a caso, molti cittadini lo hanno già fatto, senza neanche avere la necessità di recarsi al front-office (che a Todi è aperto il solo il mercoledì). E non sarà dunque un procedimento on-line appena più snello ad alleviare le conseguenze di un disservizio che poteva – e doveva – essere sottolineato tempo addietro e non a una manciata di giorni dall’appuntamento con le urne.
Magari, diciamo ancora al sindaco, la questione dei possibili disagi che sarebbero derivati dal trasferimento di fatturazione da Umbra Acque ad Acea – il nuovo software sembra abbia un costo di 2 milioni di euro, ovviamente a carico degli utenti – e la possibilità di inviare agli utenti importi già rateizzati, potevano essere sollevate nell’assemblea dei soci dell’azienda che gestisce il servizio idrico in città e di cui il primo cittadino tuderte – o un suo rappresentante – fa parte. Todi detiene infatti l’1,383% delle azioni di Umbra Acque e dunque partecipa all’assemblea dei soci che dovrebbe essere il luogo deputato ad affrontare determinate questioni.
Già che c’era, poi, il sindaco avrebbe potuto allungare un po’ la sua missiva e ricordare all’azienda non solo che percentuali prossime al 40% dell’acqua che viene immessa nella rete idrica viene dispersa a causa di condotte colabrodo per le quali poco o nulla si fa, a dispetto degli importi che vengono extra costantemente inseriti in bolletta e che dovrebbero servire alle opere infrastrutturali (circa 5 milioni di euro l’anno fino al 2019).
Nella sua lettera, Rossini avrebbe potuto anche ricordare a Umbra Acque che si trova in difetto – così come l’intero Ati 2 e la nuova Agenzia regionale su acqua e rifiuti – rispetto ad un regolamento regionale del 2011 che prevedeva l’introduzione di un sistema tariffario per incentivare le utenze private ad applicare le misure individuate per il risparmio idrico.











