L’ufficializzazione del passaggio di Floriano Pizzichini nelle file del Pdl, formalizzato contestualmente alla costituzione a Todi del gruppo consiliare unico del Popolo delle libertà, ha suscitato la dura reazione del Partito Democratico, il quale parla in un comunicato della conclusione della “vergognosa storia di trasformismo che anima da oltre un anno la politica tuderte”.
Anche se la defezione dell’ex esponente socialista dal centrosinistra era ormai nei fatti da mesi, la sua “materializzazione” politica ha riacceso lo scontro tra maggioranza ed opposizione, con quest’ultima che invita Pizzichini alle dimissioni da consigliere comunale e, in subordine, da presidente del massimo consesso cittadino.
“L’ex segretario dello Sdi che alla vigilia delle scorse elezioni amministrative si squarciava la gola sul palco del candidato Servoli per ribadire che i socialisti stanno “a sinistra, a sinistra, a sinistra”, come sempre successo in oltre un secolo di storia – si legge nel documento del Pd – sembra averci ripensato: a destra, a destra, a destra. Pizzichini è corso a destra, ad ingrossare le fila di Ruggiano, dove, per la verità, le famigerate schiene dritte di una volta, inflessibili contro i voltagabbana, sembrano piegarsi volentieri, pur di poter governare”.
Il partito guidato dal coordinatore Carlo Rossini non manca di sottolineare come la scelta di Pizzichini “porta ad esiti non voluti dagli elettori lo scorso anno, avendo le liste di centrosinistra riscosso il 53% dei consensi”.
Non mancano, come già in passato, parole pesanti. “Attore di una politica piccola, furbesca ed autoreferenziale – scrive il Pd – Pizzichini si è vantato a più riprese di aver fatto una campagna elettorale pulita, cioè senza voti incrociati, disconoscendo, poi, nei fatti, ogni peso al voto dei suoi elettori ed ogni obbligo morale con la coalizione di centrosinistra“.
Nel prendere atto di quella che viene descritta come “una brutta pagina politica scritta da Pizzichini e Ruggiano”, il Partito Democratico “invita il consigliere Pizzichini a rassegnare le proprie dimissioni, restituendo agli elettori la sovranità del voto usurpata”.
Ancora più sferzante il passaggio conclusivo del comunicato stampa. “Se la dignità e l’onestà politica non lo faranno arrivare a tanto – si legge – Pizzichini si dimetta almeno dalla carica di Presidente del Consiglio comunale, che non ha mai esercitato sopra le parti e gli consente, invece, di avere un’indennità di oltre mille euro al mese, con la quale fa bella vita, in barba agli elettori traditi!”.













