Riaprono, dopo quattro anni di lavori di consolidamento e restauro, i grandi saloni del Convento di Montesanto di Todi, che nel passato ebbero innumerevoli e disparate utilizzazioni.
Ritornati nella disponibilità dei frati, gli splendidi locali si proiettano su iniziative culturali e della tradizione cristiana.
Domenica 7 dicembre saranno inaugurate due mostre: una di opere pittoriche ed una di arte tradizionale religiosa, che non poteva che aver per oggetto, dato il periodo natalizio, i Presepi nel mondo.
Alle 16,30 di domenica, quindi, dopo una celebrazione dei Vestri nella sala Santa Chiara, l’inaugurazione ufficiale della mostra di pittura del maestro Alberto Schiavi, che – come la Mostra dei Presepi – sarà aperta al pubblico fino all’11 gennaio 2009, dalle 9 alle 12 e dalle 15,30 alle 18,30.
Le opere del pittore saranno esposte in contemporanea a Milano, nella Basilica di San Carlo, a testimonianza dell’apprezzamento di questo artista, conosciuto in più musei del mondo e che nel 2006 ebbe anche l’onore di esporre al palazzo di vetro dell’Onu a New York. E che ancora offre all’ammirazione del pubblico il suo genio nella Domus Pacis di Santa Marita degli Angeli di Assisi presso il museo di arte contemporanea “ padre Felice Rossetti”.
A Todi, nel hall del rinnovato complesso, si potranno ammirare 15 opere, nelle quali l’elemento caratterizzante è la particolare tecnica con cui vengono trattati i colori, quasi a renderli trasparenti.
La Mostra dei Presepi si snoda lungo le pareti del salone più grande, sfruttando anche le nicchie costituite dalle antiche finestre.
E’ una successione di piccoli “gioielli” forgiati da artisti, forse sconosciuti, ma non per questo meno bravi, che rappresentano ognuno una diversa visione della tradizione del presepe.
Una tradizione che spazia per tutto il mondo: Todi, l’Umbria, l’Italia, l’Europa (Austria, Slovenia ecc.) cattolica, il Centro, Sud ed il Nord America (Messico, Perù, Ecquador ecc. oltre gli USA nella tradizione degli indiani d’America), la Palestina, fino a Taiwan.
Oltre 100 i presepi, dominati da quello al centro della sala, che non poteva che essere quello tradizionale napoletano, offerto in prestito dall’associazione Amici del Presepe di Torre del Greco.
Un grande presepe che idealmente si lega a quello forse più piccolo, che viene dal Perù: un piccolo uovo di pietra, con una apertura a mò di grotta all’interno della quale, in un tutt’uno con il “guscio”, sono scolpiti minuscoli personaggi.
La varietà di stile è innumerevole, come innumerevoli sono stati i soggetti, collezionisti o semplici appassionati, che hanno offerto per la mostra le loro realizzazioni o i loro cimeli, per affiancare quelli provenienti dalla collezione di un frate del convento di Montesanto, Padre Ermanno Piccione, e per rilanciare la tradizione natalizia anche nella città di Todi.








