“Insieme ai legionari tra gli scavi archeologici di Porchiano”: è il titolo dell’iniziativa didattico-divulgativa in programma domenica 23 luglio, dalle 11 alle 16, nella località nei pressi di Todi. L’evento è organizzato dalla Legio XXII PPF in collaborazione con il Laboratorio di Archeologia Follow the Wall dell’Università degli Studi di Perugia e con la partecipazione del gruppo Sarcinas Ferentes.
Il programma prevede la visita guidata agli scavi archeologici che si stanno effettuando in questi giorni nella frazione di Porchiano, Todi (vicino all’incrocio della SP380 con la SS448) e la presenza di legionari del I, II e III secolo DC con cui si farà didattica sull’esercito romano imperiale.
Dal 10 luglio al 4 agosto 2017, l’Università degli Studi di Perugia, Dipartimento di Lettere-Lingue, Letterature e Civiltà Antiche e Moderne, cattedra di Archeologia Classica, porta avanti una nuova campagna di scavi archeologici nell’area situata nei pressi di Porchiano. Il sito è stato edificato alla base dei rilievi collinari, lungo la sponda sinistra del Tevere, nel tratto compreso tra la località di Pontecuti e l’inizio delle Gole del Forello, propaggine verso il territorio orvietano. E’ delimitato a nord dal Fiume Tevere e dalla strada moderna che ha purtroppo compromesso una lettura totale del sito; ad est c’è il Fosso dell’Acqua Santa che nasce all’interno dei rilievi collinari, in località Camiano, posta tra il piccolo centro di Asproli e quello di Porchiano; ad ovest e sud il confine è costituito da zone destinate a bosco, limite in cui la pendenza aumenta gradualmente, fino a formare una vera e propria difesa naturale dell’insediamento.
Dal XVI secolo ad oggi nella zona sono stati documentati numerosi ritrovamenti che rappresentano spunti importanti di riflessione su questa parte di territorio e sulle colline che dominano il corso del Tevere, in cui, come in molte altre zone dell’Umbria, sorgevano nuclei abitati con caratteristiche prevalentemente rurali; inoltre gli elementi lapidei recuperati lungo il Tevere attestano la presenza di una necropoli di tipo monumentale della prima età imperiale, finora mai individuata nelle aree prossime alla città, posta tra il piccolo abitato di Pontecuti e l’area in questione, collegata ad un insediamento presente nei pressi di questa zona, in un passaggio obbligato lungo il fiume, sulla strada principale che da Todi conduceva ad Orvieto.
La via di comunicazione, doveva mantenersi sulla sponda sinistra del Tevere e collegare tutta una serie di insediamenti rustici, più o meno grandi, presenti sulle alture che definiscono il corso del fiume; il suo tracciato assumeva una particolare importanza in quanto permetteva di superare il tratto più impervio, anche per una possibile navigazione, rappresentato dalle Gole del Forello. Dalle recenti indagini sono emersi manufatti che suggeriscono un’occupazione dell’area che va all’incirca dalla fine del II sec.a.C. al III sec.d.C., con un’attività limitata, se non del tutto assente in età successiva.
Il sito si presenta come nucleo abitato con caratteristiche peculiari, prevalentemente rurali, autonomo o forse collegato ad un altro insediamento ancora da individuare, non molto distante e possibilmente situato in una posizione più elevata che le permetteva un maggiore controllo della zona, rappresentato verosimilmente dai nuclei di Porchiano o Asproli. Sicuramente traeva vantaggio dalla posizione preminente, prossima alle sponde del Tevere, indizio valido per una possibile presenza di una struttura portuale, utile ai fini dello sfruttamento del fiume come autostrada per il trasporto di materie di ogni genere verso Roma.









