Prima del previsto i provvedimenti dei Sindaci-Sceriffo in tema di “allontanamento” della prostituzione dalle strade subirà l’esame della magistratura.
Il Tar del Lazio emetterà direttamente la sentenza sul ricorso con il quale il ‘Comitato per i diritti civili delle prostitutè, insieme con le associazioni ‘Libellulà e ‘Lastregadabruciare’, ha impugnato l’ordinanza del sindaco di Roma Gianni Alemanno per il contrasto della prostituzione in strada.
I giudici, hanno oggi deciso che salteranno la fase della ‘decisione cautelare’ (ovvero quella all’esito della quale viene decisa la ‘sospensione’ o meno di un provvedimento), ed emetteranno a breve direttamente la sentenza.
I ricorrenti imputano al Sindaco Alemanno la violazione dei diritti di libertà di autodeterminazione e di libertà di comunicazione delle prostitute.
Per i ricorrenti, inoltre, il divieto generalizzato di prostituzione all’aperto ha conseguenze importanti e negative sulle politiche di contrasto allo sfruttamento.
Dal canto suo l’avvocatura comunale, avrebbe ribadito che “l’ordinanza non rappresenta un diniego alla libertà di prostituirsi, nè un freno al contrasto del fenomeno dello sfruttamento, bensì una regolamentazione efficace”.
L’ordinanza del sindaco prevede multe da applicare ai clienti ma anche a chi adesca al fine di prostituirsi.
- Redazione
- 17 Dicembre 2008









