Non una ma ben due tuderti “nello spazio”. Qualche giorno fa abbiamo dato la notizia della presenza della giovane Sara Chiappalupi nel team che ha collaborato al progetto MyoGravity, uno degli esperimenti scientifici ospitati dal razzo SpaceX-12 lanciato il 14 agosto dal Kennedy Space Center di Cape Canaveral.
Oltre alla Chiappalupi, però, il progetto vede il coinvolgimento, addirittura come coordinatrice nazionale del progetto, della dottoressa Stefania Fulle, anche lei residente a Todi dall’età di sei anni, nonostante sia Professore Ordinario di Fisiologia all’Università G. d’Annunzio di Chieti, dove si reca ogni settimana in quanto la propria famiglia risiede a Todi.
Il progetto, finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana, ha lo scopo di studiare gli effetti della microgravità sulla biologia delle cellule del muscolo scheletrico, uno degli organi più colpiti nei viaggi nello spazio.











