A cent’anni dalla morte in combattimento nei giorni della disfatta di Caporetto, Massa Martana ha ricordato Giuseppe (Geppi) Ciuffelli, figlio dell’allora ministro Augusto Ciuffelli cui Massa Martana diede i natali. Geppi, che era un protagonista della vita mondana nella Roma della belle époque (ed era anche agente per l’Umbria della Renault) non si sottrasse ai suoi doveri e fece parte di quel gruppo di ufficiali che costituirono i primi reparti della nascente aeronautica militare italiana impegnata sul fronte di guerra nord-orientale. Il 25 ottobre 1917, giorno seguente all’inizio dell’offensiva austro-tedesca e giorno del suo compleanno, l’aereo con a bordo Geppi Ciuffelli ed il comandante della squadriglia Giuseppe Gabbin veniva abbattuto sulle pendici del Monte Cukle, nei pressi di Tolmino, oggi territorio sloveno.
Il 22 ottobre 1917 i due aviatori avevano già ricevuto dal Duca Amedeo d’Aosta il conferimento della medaglia d’argento al valor militare per il coraggio dimostrato in altre operazioni di ricognizione aerea. La motivazione della medaglia è scolpita nella pietra di travertino posta sul sepolcro di famiglia nel cimitero massetano. Alle 15:45 di quel giovedì 25 ottobre i quattro Voisin della 25^ squadriglia si alzarono da Campoformido verso Tolmino, Gabbin e il suo pilota Ciuffelli presero il volo sull’aereo di più vecchia costruzione. Rimasti distaccati dagli altri compagni di squadriglia, si imbatterono in un gruppo di Albatros tedeschi che ebbero la meglio contro i nostri aviatori, i quali combatterono comunque con esemplare ed eccezionale coraggio. Un coraggio attestato anche dagli stessi nemici che diedero una sepoltura ai loro resti sotto un tumulo di pietre segnato da una iscrizione in lingua tedesca
Qui finisce l’odio del mondo. Dormite in pace voi valorosi eroi aviatori. Due aviatori italiani abbattuti in combattimento il 25.X.1917.
Quest’estate nell’ambito della rassegna libraria “Pagine sotto le stelle”, Dino Vecchiato e Giampietro Zanon, ricercatori di storia militare, hanno presentato il loro libro “Qui finisce l’odio del mondo” (Mursia), dove hanno ricostruito tutta la vicenda della 25^ squadriglia Voisin partendo dai diari e dalle numerose fotografie presenti nell’archivio del capitano Gabbin che, come loro, era originario di Preganziol (Treviso). Particolarmente toccante è stato il momento in cui è stata mostrata ai presenti la croce con l’iscrizione presente sul tumulo dei due aviatori recuperata insieme ai corpi dal fratello di Geppi, Mario Ciuffelli, nei mesi immediatamente successivi alla fine della guerra.
Il recupero di questo straordinario cimelio è avvenuto grazie anche all’operato di Francesco Campagnani e di Gilberto Santucci che l’hanno individuato nel magazzini dell’Istituto Agrario “Augusto Ciuffelli” di Todi – cui la famiglia lo aveva donato – e che è stato messo a disposizione per la serata dal preside dell’Istituto, Marcello Rinaldi.
Lo scorso 1° novembre, nella giornata in cui la popolazione massetana tradizionalmente si raccoglie nel luogo della memoria dei propri morti, le associazione locali dei Combattenti e Reduci, Bersaglieri e Carabinieri in congedo hanno commemorato la figura di Geppi, deponendo una corona sulla sua tomba, sulle note della leggenda del Piave eseguita dalla banda di Massa Martana.












