Pubblico delle grandi occasioni sabato 2 marzo alla Sala del Consiglio dei Palazzi Comunali di Todi, gremita per la presentazione del libro #Gnomeide2: manuale di sopravvivenza ai social network di Sonia Montegiove e Gilberto Santucci.
Con una breve e non scontata introduzione, il sindaco Ruggiano ha presentato i due coniugi-autori e parlato nella sua esperienza nell’era di internet, lasciando poi spazio ad un vivace dibattito, animato da relatori di grande livello e chiarezza.
Chi pensa, per il titolo ammiccante o la copertina spiritosa, che #Gnomeide2 sia un tometto semiserio di equivoci e battute sull’approccio in rete di grandi e piccoli, deve ricredersi.
La questione affrontata è seria ed è trattata seriamente in tutte le sue sfaccettature, grazie ai contributi di ventuno esperti delle tante sfaccettature di social e web.
Cionondimeno l’ironia è una maniera efficace che il libro utilizza per ribaltare le consequenzialità adagiate e invertire l’ordine degli addendi, costringendo al ragionamento.
Il rischio di un uso smodato dei social è molto attuale ed incombe sui genitori, che non conoscono o sottovalutano i nuovi mezzi, prima che dai figli, che ne conoscono la facilità d’uso ma non le cautele necessarie.
Da non esperto, ritengo che il travisamento della realtà e il ribaltamento delle convinzioni è il primo degli effetti che mi viene in mente. Per molti ragazzi socializzare in rete significa chiudersi in casa a scambiare messaggi con qualcuno che poi si ha cura di ignorare se lo si incontra in carne e ossa, spessissimo nella errata convinzione che la rete sia uno spazio privato quando invece è ben più che pubblico, e cioè “largo come il mondo”, come presagisce con sinistra sincerità, l’acronimo www.
Al contrario, se usata a dovere, con buon senso e consapevolezza, la Rete diventa un vero strumento di conoscenza e di relazioni ed un prezioso aiuto per lo studio e il lavoro.
Introdotti dal giornalista Raimondo Astarita, Stefano Epifani, docente di Social Studies a “La Sapienza” di Roma e Paola Guarnieri, giornalista del programma “Tutti in classe” di Rai Radio1, hanno inquadrato il contesto e sottolineato come abbiano conosciuto molte delle persone presenti in prima fila (o che anche hanno collaborato al libro) proprio grazie ai social, e come ne sia nata non solo una collaborazione di qualità ma anche rapporti di stima reciproca e amicizia.
Si tratta in definitiva di non scambiare il mezzo per il fine, ricadendo nella laica idolatria dei tempi moderni, che non è poi così diversa da quella antica.
Il libro, direi meglio un saggio-manuale, è articolato in quattro parti quasi interscambiabili, e diciotto schede per testare la preparazione del lettore e porlo difronte alla realtà, oltre il luogo comune e il pregiudizio, che sono i primi ostacoli alla conoscenza e non solo di internet, ad essere precisi.
Basta quindi un’attenta lettura per essere in grado di prendere i minimi ma significativi accorgimenti necessari, indispensabili direi, alla sopravvivenza virtuale di ciascuno di noi.
Se è vero che un buon libro arricchisce, siamo quindi di certo in presenza di un’ottima iniziativa che tutti dovremmo avere sul comodino, pronto da consultare e riconsultare e, perché no, da regalare alla prima occasione a chiunque ne possa trarre utilità, ovvero tutti.
Commovente il tributo di Sonia ai genitori che le hanno donato “serenità” e “umiltà”, caratteri utili anche nella società 2.0. Da quella stessa devota gratitudine trae ispirazione il libro, e ciò che viene dal cuore va dritto al cuore.
Ultimo, ma non l’ultimo, i proventi di #Gnomeide2: manuale di sopravvivenza ai social network sono destinati in beneficenza per la cura del retinoblastoma, un tumore raro dell’età pediatrica, del quale ha parlato Daniele Vita, presidente dell’AILR onlus.












