Per i ricoveri dei maschi, la Usl più parsimoniosa è quella di Foligno che perciò primeggia in Italia; per i ricoveri delle donne, l'Umbria è seconda con la Usl 2 di Perugia - Assisano - Lago Trasimeno e Media valle del Tevere che sopravanza Foligno - Spoleto
ricovero

Le popolazioni dell’Usl di Foligno e di Bassa Friulana (Friuli-Venezia Giulia), rispettivamente per uomini e donne, mostrano un rischio relativo di passare un giorno in ospedale più modesto che nel resto del Paese. Ma c’è di più, sia pure per i soli  uomini  tutta l’Umbria è la regione col più basso rischio, mentre per le donne ci sopravanza il Friuli Venezia Giulia. Sempre per i maschi l’Usl 2 di Perugia è quarta a meno di due punti percentuali  da Foligno-Spoleto; Città di Castello è 29ma; mentre Terni è più lontana a testimonianza di una  tendenza al ricovero storica.
Per il ricovero delle donne la Usl 2 sopravanza quella di Foligno, per loro il quarto e quinto posto, mentre Città di Castello è al 27mo posto e Terni 63ma.
Ma più in generale tutte le Usl che presentano i 10 rischi di ricovero più basso, sia tra gli uomini sia tra le donne, sono nel Centro-Nord. Maglia nera invece alla Usl di Lanusei (Sardegna), dove è presente il rischio più elevato per entrambi i generi.
È quanto emerge dal Progetto «Era. Atlante 2008. Schede di Dimissione Ospedaliera per genere ed Usl», uno studio finanziato dall’Iss e pubblicato ora sul bollettino dell’Istituto superiore di Sanità, che basandosi sui dati Sdo, che ammontano ogni anno a quasi 12 milioni e corrispondono a oltre 53 milioni di giornate di degenza ordinaria e a circa 10 milioni e mezzo di accessi in day-hospital, ha tracciato le mappe generali del rischio di passare un giorno in ospedale per ciascuna delle 166 micro-aree sanitarie in cui viene suddivisa l’Itala
In Italia sono 15,3 milioni, fra uomini e donne, le persone a maggior rischio di passare un giorno in ospedale e 18,4 milioni quelle a minor rischio. Di quelli a rischio più elevato la quasi totalità (15 mln) risiede al Centro-Sud mentre tutti i 18,4 milioni a minor rischio sono riferiti a Usl del Centro-Nord.
Dall’Atlante emerge un’Italia praticamente spaccata in due: un Centro-Nord dove si fa un uso dell’ospedale, in termini standardizzati pro capite, diffusamente meno intenso, e un Centro-Sud, dal Lazio (esclusa Viterbo) in giù, dove invece il ricorso è maggiore.
Considerando il complesso dei ricoveri, le Regioni i cui abitanti hanno un rischio minore di essere ricoverati per un giorno in ospedale sono tutte collocate al Nord e al Centro, tranne la Basilicata, mentre le Regioni più a rischio sono tutte collocate al Sud, tranne la Val D’Aosta per gli uomini e la Provincia Autonoma di Bolzano per entrambi i generi.

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