Presidente e sette componenti  denunciati dalla GdF per abuso d’ufficio, falso e truffa, reati finalizzati ad ottenere permessi sul lavoro e agevolazioni sull'acquisto di autoveicoli: in tutto i denunciati sono 93
invalidi

Bufera giudiziaria sulla Commissione medica della Usl di Città di Castello che al completo è stata denunciata per abuso d’ufficio, falso e truffa .
Il Presidente della Commissione è stato anche già sospeso dalle sue funzioni e dal potere di certificazione
.
Alla Commissione viene rimproverata la leggerezza con cui si prendeva per buona la documentazione sanitaria al fine di attestare e comprovare la condizione di “handicap grave”, necessaria per ottenere i permessi sul lavoro e, soprattutto, le agevolazioni fiscali per l’acquisto di autoveicoli.
Questo avrebbe consentito la proliferazione di un proprio sistema tant’è che complessivamente la Guardia di Finanza di Città di Castello (PG) ha denunciato alla Procura della Repubblica di Perugia 93 persone, tra medici, “invalidi” e relativi parenti.
Sembra che il sistema fosse anche finalizzato ad acquistare autovetture nuove con l’applicazione dell’aliquota IVA al 4% (anziché 20%) ed usufruire della detrazione IRPEF del 19% del valore di acquisto.
In verità poi i mezzi non erano per nulla destinati all’utilizzo da parte di invalidi, sia perché non attrezzate in modo idoneo, sia perché gli invalidi erano totalmente incapaci di alzarsi dai loro letti.
La truffa poi continuava con la rivendita immediata delle auto, acquistate a prezzo scontato. L’evasione derivante dalla sola applicazione del regime fiscale agevolato è stata quantificata in circa 1 milione di Euro.
E’ stata informata la Procura Regionale della Corte dei Conti di Perugia, per verificare se la “miopia” della commissione medica sia conseguenza solo di una normativa lacunosa, ovvero siano state violate precise disposizioni.
 

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