Giulio Cozzari, presidente della Provincia di Perugia, se ne va scrivendo una lettera a tutti i dipendenti. Nel messaggio di congedo, dopo dieci anni alla guida dell’ente, Cozzari parla della preparazione del personale della provincia e lo stimola a "non cadere nella trappola della riforma Brunetta", chiedendo anche "scusa perché la discrezionalità della politica non riesce sempre ad essere illuminata".
“Per carattere – sono le parole di Cozzari – sono portato ai congedi discreti, ma, mi riterrei ingeneroso nei vostri confronti, se me ne andassi alla chetichella. Dieci anni sono tanti: segnano profondamente la vita di ogni persona. Dieci anni costellati di successi e di qualche insuccesso, dieci anni per i quali mi sento grato nei confronti di ognuno di voi. Il personale della Provincia non è, ovviamente, immune da difetti, ma rimane a mio avviso per preparazione professionale ed abnegazione la miglior risorsa al servizio della comunità provinciale. Ne ero perfettamente a conoscenza prima di assumere l’incarico e ne ho avuto conferma quotidianamente sino a queste ultime ore. Siatene consapevoli e siatene orgogliosi. Spero non cadiate nella trappola della cultura della riforma “Brunetta”, che stimola a rapporti non solo concorrenziali, ma addirittura conflittuali tra colleghi, favorendo l’antagonismo e la delazione. Se continuerete a “fare squadra”, non avrete problemi. Oggettivamente, non sono affatto convinto di essere stato all’altezza del compito: desidero assicurarvi che ho fatto ricorso a tutte le mie capacità (non eccelse sicuramente) ed ho cercato di non risparmiare (come dovuto) tutta la mia disponibilità. I meriti, che ci sono eccome, sono tutti vostri ed io ve ne sarò sempre grato. Credo di dovere a molti delle scuse: la discrezionalità, che appartiene alla politica, non sempre riesce ad essere illuminata".
- redazione
- 5 Giugno 2009









