Oggi ci sarà il confronto, in sede ABI (associazione bancaria italiana), tra le organizzazioni sindacali con la Holding Casse del Centro (Casse di Risparmio di: Città di Castello, Foligno, Spoleto, Terni, Ascoli Piceno, Rieti e Viterbo) relativo alla riorganizzazione e/o ristrutturazione della “Banca dei Territori” (nuovo modello organizzativo e strutturale del Gruppo).
Il Sindacato chiede di essere soggetto attivo nella valutazione degli effetti del processo di riorganizzazione del modello “Banca dei Territori” che avrà ripercussioni inevitabili sul futuro organizzativo – gestionale delle Casse, del futuro professionale dei lavoratori, dei problemi occupazionali collegati anche alla imminente migrazione del sistema informatico e del nuovo assetto delle Casse nella fase di cambiamento.
La Fiba Cisl Umbria teme conseguenze gravi del progetto: “svilimento delle competenze e delle professionalità dei lavoratori, indebolimento del radicamento delle Casse sul territorio, possibile perdita di incidenza al sostegno dell’economia locale. In concreto, ci si potrebbe trovare di fronte alla privazione dell’effettivo esercizio del credito, delle attività di indirizzo e controllo, delle attività commerciali che verrebbero accentrate in centri decisionali fuori dalla nostra regione (Cassa di Risparmio di Firenze)”.
Preoccupazione espressa anche riguardo alle prospettive della società “Informatica Umbra”. “Questa realtà –ha affermato Piccioni- comprensiva di 70 addetti, assiste le banche locali del gruppo Casse del Centro e Banca Popolare di Spoleto.
Il problema scaturisce dall’acquisizione delle Casse da parte del Gruppo Cassa di Risparmio di Firenze (a sua volta acquisito dal Gruppo IntesaSanpaolo) e dalla riorganizzazione del modello “Banca dei Territori”, l’Istituto di Credito fiorentino, infatti, potrebbe accentrare a sé tutte le lavorazioni oggi a carico dell’ “Informatica Umbra” con gravi ripercussioni occupazionali per i dipendenti di questa azienda”.
- Redazione
- 7 Luglio 2009













